L’arrivo del freddo e di temperature più rigide ha riaperto le porte all’influenza stagionale. Quest’anno il nemico invisibile per i mesi invernali è rappresentato dall’influenza australiana. Il noto virologo ha fatto il punto della situazione rispetto alle conseguenze del virus H3N2, invitando la popolazione ad adottare da subito le contromisure del caso.
Questi vaccini, a dire di Pregliasco, innescherebbero una risposta formidabile del sistema immunitario. Tuttavia, non mancherebbero anche gli effetti collaterali, seppur lievi. “L’influenza australiana può scatenare una tempesta citochinica (ndr, infiammatoria) e dare un senso di disorientamento e di confusione mentale“, ha detto Pregliasco sottolineando uno dei sintomi più insoliti di questa nuova ondata influenzale.
Per far fronte all’influenza australiana, soprattutto nell’ottica della prevenzione, il virologo ha raccomandato la vaccinazione entro novembre. Tuttavia, anche il vaccino contro l’influenza australiana, può causare lievi effetti collaterali come febbre e dolori muscolari, ma questi sono brevi e più leggeri rispetto ai sintomi dell’infezione vera e propria.
“Febbre (che si riduce nell’arco di uno o due giorni), dolori muscolari e/o articolari che si una febbre che si riduce nell’arco di uno o due giorni, senso di malessere generalizzato. Tutto si risolve nell’arco di pochissimi giorni. Sicuramente molto meno che l’influenza”, ha evidenziato il noto virologo.
Il vaccino inizia a proteggere entro 10 giorni e dura fino a sei o sette mesi, proteggendo al meglio i soggetti più fragili grazie anche alla disponibilità di vaccini adiuvati. Pregliasco sottolinea che il vaccino antinfluenzale non rappresenta un rischio per chi ha problemi >di asma, ma anzi riduce il rischio di complicazioni.