Prediabete: come riconoscerlo ed evitarlo

In Italia, ad oggi, sono tantissime le persone affette da diabete. Ma cosa si intende con prediabete? È un campanello d’allarme per il diabete di tipo 2; la glicemia è alta ma non da permettere di diagnosticare il diabete.

Prediabete: come riconoscerlo ed evitarlo

Contrariamente a quanto accade con il diabete, che insorge spesso senza manifestazioni negli anni precedenti, il prediabete è una condizione che può essere arginata attraverso uno stile di vita sano, accompagnato da una modesta attività fisica e da un’alimentazione equilibrata e sana, povera di carboidrati e ricca di fibre.

Oggi, il termine prediabete è stato sostituito da intolleranza gluicidica proprio per far capire la reversibilità della condizione in cui ci si può trovare. Non è una malattia, ma solo un fattore di rischio che unito ad uno stile di vita scorretto e un’alimentazione inadeguata aumenta anche il rischio d’insorgenza delle malattie cardiovascolari. I sintomi che si riscontrano sono comuni al diabete: aumentata sete, minzione frequente, visione offuscata.

Se a questi fattori vengono aggiunti età superiore ai 45 anni, inattività, eccessivo consumo di zuccheri, pressione alta e familiarità di diabete, il rischio è sicuramente molto elevato.La diagnosi viene fatta attraverso gli esami del sangue in cui si evidenzia una glicemia alterata tra 100 e 125 mg/dl a digiuno, attraverso la curva da carico di glucosio, per escludere una diagnosi di diabete, in cui si evidenzia dopo la somministrazione di glucosio (120 min dopo); una glicemia tra 140 e 199 mg/dl. Viene inoltre effettuato il prelievo dell’emoglobina glicata (HB GLICATA), con valore 6,5% e 42-48 mmol/mol. Il test da carico di glucosio andrebbe fatto più frequentemente rispetto alla media in tutti quei soggetti che presentano dei rischi noti per il diabete come elevati livelli di colesterolo e di trigliceridi nel sangue.

Nella fase di prediabete si possono prevenire complicazione del diabete soprattutto quelle che riguardano il cuore e che già in questa fase si possono trovare in modo subdolo. Adottare uno stile di vita corretto e un controllo dell’iperglicemia sin dalla fase di prediabete può prevenire o ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2. La prevenzione in questo caso non è mai abbastanza: bisogna adottare delle piccole accortezze che possono sembrare all’inizio un po’ faticose, ma che a lungo andare mostreranno un ritorno della glicemia alla normalità.

Un esempio potrebbe essere: diminuire le calorie o la quantità di grassi se si è in sovrappeso, praticare regolare attività fisica, diminuire le porzioni di cibo, evitare il consumo di succhi di frutta e prediligere il consumo di acqua, limitare drasticamente i dolci, cuocere al forno e limitare il consumo di fritture, mangiare più verdure ed alimenti integrali.

Attualmente non esistono farmaci per la cura del prediabete, ma le modifiche alla dieta e l’esercizio fisico, secondo gli esperti, sono i metodi più efficaci.

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Rosanna Corda

Cosa ne pensa l'autore

Rosanna Corda - Il prediabete è sicuramente un'anticamera e un campanello d'allarme per il diabete di tipo 2, fare qualche sforzo potrebbe prevenire una malattia che coinvolge diversi aspetti e causa diversi problemi a lungo andare anche in altri organi. Di conseguenza, penso proprio che il detto "prevenire è meglio che curare", calzi proprio a pennello.

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