Plasma iperimmune, uno studio americano conferma: "De Donno aveva ragione"

Secondo quanto emerge da uno studio americano, la terapia al plasma iperimmune di De Donno era valida. Molto osteggiata in Italia, ecco cosa hanno scoperto invece gli americani.

Plasma iperimmune, uno studio americano conferma: "De Donno aveva ragione"

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Uno studio americano conferma: Giuseppe De Donno aveva ragione. Deriso e umiliato da tanti scettici, soprattutto tra i suoi colleghi, ora arrivano conferme scientifiche che, il pionere della terapia al plasma iperimmune, aveva avuto una grande intuizione medica. Migliaia di vite sono state salvate grazie alla sua terapia, ma ancora di più ne potevano essere curate se l’intuizione del medico non fosse stata circondata da una sfera di scetticismo eccessivo.

Purtroppo, De Donno ora non c’è più a gioire di questa sua vittoria. Si è suicidato drammaticamente l’estate scorsa, il 27 luglio 2021, forse per non aver retto a questa ingiustizia che è costata troppe vite. Ora uno studio americano riportato dal quotidiano La Verità, fa luce su questa cura, naturalmente ancora valida per sconfiggere il Covid. 

Ecco cosa è emerso dallo studio

Uno studio americano finanziato dal dal dipartimento della Difesa americano e dai National institutes of health (Nih), ha scoperto che la terapia al plasma iperimmune è valida per combattere la malattia Covid 19. Una notizia davvero sensazionale, anche se, considerando che i pazienti del noto dottore, primario di pneumologia presso l’ospedale di Mantova, guarivano nel 90% dei casi, probabilmente si poteva arrivare alla stessa conclusione molto prima, salvando decine di migliaia di vite umane.

Due sono le conclusioni più sensazionali ai quali è giunto lo studio: innanzitutto si è scoperto che la sommistrazione della terapia al plasma entro 9 giorni dall’insorgenza dei sintomi fa sì di ridurre sensibilmente la progressione della malattia che porta poi alle ospedalizzazioni, essendo notevole la capacità di ridurre l’infiammazione polmonare; altro dato fondamentale è che l’utilizzo degli anticorpi monoclonali è eccessivamente costoso e difficilmente reperibile per un uso in larga scala durante un picco della curva epidemiologica. Al contrario, il plasma iperimmune non ha nessun limite di brevetto e costi molto bassi, considerando che ogni donatore può fornire più unità. 

A conclusioni diametralmente opposte era giunto invece uno studio dell’Aifa e dell’ISS che, come riporta sempre La Verità, sentenziava l’assenza di benefici del plasma iperimmune in termini di riduzione del rischio di peggioramento respiratorio o morte nei primi 30 giorni. In un’intervista del giugno 2020, lo stesso De Donno affermava: “La terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo, non fa miliardari. E io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma“. Forse in questa affermazione è racchiusa davvero ogni verità. 

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Andrea Rubino

Cosa ne pensa l'autore

Andrea Rubino - I risultati di questo studio americano sono davvero sensazionali. Rammarica che non si sia giunti subito alle stesse conclusioni. Sono passati ben due anni di pandemia, e qualche indizio circa la validità della terapia al plasma iperimmune c'era concretamente. Speriamo che il Covid venga sconfitto al più presto con tutti i mezzi possibili a disposizione.

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