Piccolo Domenico, un’altra bimba morta al Monaldi dopo il trapianto (1 / 2)

Piccolo Domenico, un’altra bimba morta al Monaldi dopo il trapianto

La scomparsa del piccolo Domenico Caliendo ha scoperchiato un vaso di Pandora che sta riversando sul nosocomio Monaldi di Napoli una tempesta di fango e dol*re, trasformando il reparto di cardiochirurgia pediatrica in un centro di gravità per interrogativi etici e giudiziari senza precedenti.

All’interno delle mura ospedaliere, l’atmosfera è plumbea: tra i medici e il personale sanitario si è insinuato lo spettro del fallimento, un tarlo che erode la fiducia istituzionale e solleva il dubbio atr*ce che la m*rte del bambino non sia stata una tragic* fat*lità clinica, bensì l’epilogo di un errore sistemico, di una negligenza procedurale che avrebbe potuto e dovuto essere evitata.

Ma il dramm* di Domenico, già di per sé insostenibile, sembra ora non essere più un caso isolato, configurandosi come la punta di un iceberg fatto di sospetti e procedure d’emergenza che sembrano appartenere a un’epoca pre-scientifica.

A squarci*re ulteriormente il velo di silenzio è stata l’avvocata Francesca Petruzzi, rappresentante legale dei Caliendo, la quale ha rivelato l’esistenza di una seconda famiglia pronta a dare batt*glia legale per una vicenda dai contorni sinistramente identici.

Una ferit* che sanguin* ancora e tanta voglia di giustizia hanno riportato i riflettori sul centro ospedaliero della capitale partenopea.

Questo è il caso di una ferit* aperta che risale a marzo del 2023, quando una bimba di appena 5 anni perse la vita dopo un lungo calvario post-operatorio. All’epoca i genitori, guidati dalla loro fede cattolica incontrollabile e dal desiderio di non profanare il corpo della piccola con l’autopsia, avevano scelto di elaborare il lutto nella silenzio e nella quiete del privato.

Clicca su “Leggi la seconda parte per scoprire cosa è successo” nel presidio ospedaliero dove è stato commesso un fatal* errore.