Kata, all’anagrafe Kataleya Alvarez Chiclio, è solo una bimba di 5 anni eppure della minore peruviana non si sa più nulla dal 10 giugno. L’ulltimo avvistamento è datato nel pomeriggio del giorno della scomparsa, fuori all’ex hotel Astor di via Maragliano, nella zona nord Firenze. Lo stabile era occupato abusivamente dal settembre 2022.
Per consentire agli inquirenti di effettuare le varie perquisizioni, è stato sgomberato e le ricerche sono scattate, senza che, ad oggi, si sappia nulla. Un caso decisamente complesso, quello di Kata, un rompicapo per chi indaga, sul quale, nelle scorse ore, si è espressa la pm Maria Angioni, che si è occupata del caso della piccola Denise Pipitone.
Ma Kata è ancora viva o no? Anche su questo la pm ha delle idee ben precise e le ha espresse attraverso l’intervista rilasciata a Cuoioindiretta.it. e toscanaindiretta.it. “Se il movente è stato un debito non pagato, la bimba può essere ancora viva, soprattutto se nel frattempo siano intervenuti dei “garanti” nell’ambito della delinquenza di riferimento. Se il movente è stata una mera vendetta, verosimilmente é stata fatta fuori. Speriamo sempre, ovviamente, nell’ipotesi più benevola. Anche perchè é sempre possibile che una condanna a morte, nella delinquenza organizzata di ogni specie e latitudine, venga “convertita” in una sentenza di minore gravità, come l’allontanamento perpetuo dalla famiglia; specialmente se nel caso di specie qualcuno ha chiesto aiuto a dei mediatori”.
Le tracce di Kata si perdono il 10 giugno, da quell’hotel occupato da diverse famiglie extracomunitarie. C’è chi avrebbe sentito un grido assieme al rumore di uno sportello di auto che si chiudeva e questo ha fatto pensare che la minore fosse stata rapita e portata via in una vettura. Dalle perquisizioni non è stato trovato nulla mentre dell’estrazione del Dn dei parenti e dei contatti della bimba, non si è saputo più nulla.
La Angioni ha aggiunto: “Il contegno dei genitori ci fa pensare che essi sappiano molto di più di quanto hanno riferito agli inquirenti. Il tentativo di togliersi la vita di entrambi può essere interpretato come l’effetto di una sicura comprensione da parte loro del movente di quanto accaduto. Non sono ricchi ma possono avere contratto dei debiti di fonte illecita, per il cui adempimento i creditori non possono certo rivolgersi ai Tribunali. Debiti, pertanto, che non possono essere esatti, riscossi, se non attraverso la pressione esercitata da un’azione criminosa. La pm ha fatto notare come i sequestri di persona commessi contro chi non ha pagato una partita di sostanze stupefacenti siano frequenti nella statistica criminologica, sottolineando che nello scantinato dell’ex hotel Astor é stato a trovato, nel corso della perquisizione, un tavolo con alcuni oggetti che potrebbero far pensare a un piccolo laboratorio per il taglio dello stupefacente.