Kataleya Alvarez, per tutti semplicemente Kata, potrebbe esser stata portata via dallo stabile in cui viveva con la mamma e il fratello sfruttando un passaggio interno che, partendo proprio dall’ex-Astor, sbuca in un ex-panificio, su una via di Firenze che, in quel punto, non presenta telecamere di videosorveglianza che potrebbero incastrare il rapinatore. Ma ce dell’altro: quest’ultimo, proprio per non alimentare sospetti, potrebbe aver nascosto Kata in una borsa o in sacco, dopo averla, forse, stordita.
Nelle scorse ore, le forze dell’ordine per la terza volta, hanno passato in rassegna le le telecamere del circuito di videosorveglianza della zona, ma gli unici firmati importanti e certi sono solo due, al momento. Kata alle 15.01 del pomeriggio del 10 giugno, è stata ripresa da una telecamere della ditta di via Maragliano, mentre si allontanava da un gruppo di bambini, tra i quali c’era il fratello maggiore di 8 anni, rientrano nell’ex hotel Astor.
Alle 15.12, dunque pochi minuti dopo, la telecamera di sorveglianza della gioielleria di via Boccherini l’ha invece ripresa mentre saliva le scale esterne all’Astor, e un minuto dopo, alle 15.13, è stata ripresa mentre scendeva ancora verso il cortile. Questo frame è l’ultimo disponibile su Kata dal momento che , mezzora dopo, la madre, rientrata da lavoro, non l’ha più trovata.
Ad oggi, gli investigatori sono convinti che la bimba peruviana sia stata rapita da una persona che lei conosceva o che viveva comunque nel suo stesso stabile, pur non essendo chiaro come l’abbia rapita. Dal quotidiano Il Tirreno apprendiamo che il rapitore potrebbe aver trovato il modo di uscire tranquillamente dallo stabile attraverso il “passaggio segreto” di cui vi abbiamo parlato a inizio articolo che, dall’ex hotel Astor, conduce alla vicina via Monteverdi, percorrendo i sotterranei dell’immobile e i locali di un ex esercizio commerciale. Il tutto, nascondendo la bimba in una borsa capiente, dopo averla forse stordita, per non dare all’occhio e portare a termine indisturbato il rapimento.
Di questo passaggio, individuato giorni scorsi dai carabinieri, come possibile via di fuga, si è parlato nel corso dell’approfondimento “Diario del giorno”, andato in onda su Rete4. Un rebus, quello della modalità del rapimento, che si accompagna ad un altro grosso interrogativo, relativo al movente. L’ipotesi più accreditata, nel momento in cui scriviamo, è quella di un’azione ritorsiva nei confronti della famiglia di Kata, per alcune discussioni avute con altri ormai ex-occupanti dello stabile sgomberato e sotto sequestro.