Pfizer e Moderna, rischi cardiaci provocati dai vaccini anti Covid? Lo studio (1 di 2)

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Sin da quando il Covid ha fatto irruzione nelle nostre vite, dopo un enorme numero di decessi,  ci sono state molte reticenze nell’aderire alla campagna vaccinale.

Parliamo di timori, incertezze, legate  ad erronee o approssimative informazioni che hanno impedito, specie alle categorie più fragili e agli anziani, di poter ricevere l’inoculazione del siero anti-Covid. 

I primi vaccini per Covid-19 hanno rappresentato un piccolo miracolo scientifico, frutto della collaborazione tra aziende, settore pubblico, ricercatori e cittadini.

Mai, prima dello scoppio della pandemia da Sars-CoV-2, un vaccino era stato approvato, prodotto e distribuito in meno di un anno, ed è stata proprio questa velocità che ha suscitato non poche perplessità  sui cittadini .

Come diffuso sui siti scientifici, in modo da rispondere ad una grossa fetta di popolazione quale fosse il reale ruolo dei vaccini,  ora sappiamo che il loro obiettivo è mostrare in anticipo al nostro sistema immunitario la proteina Spike, che viene utilizzata dal Coronavirus per entrare nelle cellule.

Così facendo, il sistema immunitario ha tutto il tempo di poter produrre una risposta adeguata a livello sia di anticorpi, che di cellule, in modo da riconoscere e sconfiggere rapidamente il virus in caso di contagio . Le polemiche tra no vax e pro vax sono tutt’oggi in corso ma vediamo  cosa hanno in mente di fare due grandi colossi, produttori di  vaccini anti Covid.