Perché siamo piene di negatività? Scopriamo insieme il potere delle nostre vibrazioni

Con questo personale articolo mostro come sia possibile attirare positività e negatività nella nostra vita, fuori e dentro di noi, in relazione alla correlata energia emessa. Tramite giuste o errate visualizzazioni, noi costruiamo ciò che siamo.

Perché siamo piene di negatività? Scopriamo insieme il potere delle nostre vibrazioni

Ti è mai capitato di vivere una vita che pensi non essere la tua? Di sentirti un estraneo dentro l’identità corporea che ti ospita e dover compiere ogni giorno azioni e dover collezionare vissuti che credi non ti appartengano? Oggi vi spiegherò come siete riusciti a plasmare le vostre vite in una direzione divergente dai vostri sogni.

Partiamo esattamente dal concetto di desiderio. Voglio raccontarvi di quella che apparentemente è una banalità. Siamo abituati a soffiare sulle candeline, da sempre, per il giorno del nostro compleanno. È qui che devo svelarvi il primo segreto: mai soffiare sulla candele! Simbolicamente, il soffio richiama l’allontanamento, la liberazione da qualcosa che vogliamo far volare lontano da noi. Ciò che apparentemente è solo simbolico, si manifesta e si concretizza – anche inconsapevolmente – nelle nostre vite. Ma questo lo vedremo più avanti.

Se avete un desiderio da realizzare, cui tenete con tutte le vostre forze, non appena i vostri occhi incontrano l’attesa fiamma di una candela, che sia sopra una torta o sul davanzale della finestra, non soffiateci sopra. Perché possiate attirare a voi, la fiamma non va scacciata. La fiamma, nel preciso istante di un’esatta identificazione, è non soltanto il fuoco acceso del vostro desiderio ma la luce della vostra anima. È come se la fiamma foste voi. Simbolicamente e concretamente siete voi. Il soffio va riservato a tutto ciò che vorremmo bandire dal nostro cammino, dal nostro vissuto emotivo presente, passato e futuro. Ecco perché si può donare ciò che ci fa stare male al vento. Ma questa è un’altra storia. Se esprimete un desiderio, idealmente, la fiamma della candela dovrebbe morire da sola, lasciando consumare interamente la candela ma, qualora ciò non fosse possibile – come quando la candela si poggia sulla vostra torta – è bene inumidirsi le dita con dell’acqua e spegnere la fiamma chiudendola tra i polpastrelli. Per i meno coraggiosi c’è lo smorzafiamma. 

Sto scrivendo questo articolo in una notte di Luna Nuova. Non badate alle mie divagazioni, ai miei intrecci semantici e narrativi, perché tutto è collegato in questo collage che costituisce un’unica immagine. Cosa c’entra la luna con la negatività? La Luna è la nostra guida. Nell’alternarsi delle sue fasi ci aiuta ad acquisire così come ad allontanare – a liberarci dalla negatività e sprigionare in noi l’energia buona -, nella ricerca di quell’equilibrio che possiamo identificare con la nostra personale ricerca della felicità. Il primo passo sta dentro di noi. Non so se sapete che il pensiero è creativo. Simbolicamente e concretamente.

Con i nostri pensieri creiamo come dei veri e propri programmi interiori, che poi si manifestano i una direzione positiva o negativa in relazione ai pensieri che gli hanno dato struttura. Di cosa sto parlando? Voglio farvi un esempio concreto. Siamo pieni di pensieri ossessivi, ci trasciniamo come dei grossi sacchi sulla schiena pieni degli stessi contenuti emotivi, visualizzazioni, ricordi e concezioni che purtroppo – anche quando appartenenti al passato – riflettono il qui ed ora della nostra persona. Non riusciamo a lasciare andare nulla, viviamo come una forma di paralisi immobilizzante mentre ci muoviamo e continuiamo a vivere. Farò un esempio all’apparenza banale. 

Immagina di svegliarti ogni mattina, guardarti allo specchio e ripeterti che nessuno mai ti troverà attraente perché hai la pancia. Cominci a nasconderla sotto ampi maglioni e a pensare ossessivamente a come la tua pancia possa creare rigetto nell’altro. Finisci per visualizzarti esattamente come… la tua pancia! Diventi tutt’uno con essa. Il resto del tuo corpo e la tua interiorità sono un contorno. Possibilmente non farai nulla per rimediare: continuerai a procrastinare gli esercizi in casa, o la camminata all’aperto o l’iscrizione in palestra, creando uno scudo tra te e il cambiamento e continuando a visualizzarti negativamente. Cosa otterrai? Il peggio: ti proietti all’esterno come una donna inavvicinabile, intoccabile, perché sei una pancia tonda che al suo interno racchiude una donna che ha posto un separè tra sé e il mondo.

Sei perdutamente e segretamente innamorata di un tale, umano tra gli umani, che idealizzi ed elevi a divinità, alla figura del tuo unico possibile legame con l’umanità. Un giorno decidi che è arrivato quel momento di farti avanti, ma la favola non prosegue nella realtà: il sentimento non è ricambiato. E lì ti trovi dinnanzi alla ferita obiettiva di quello che chiamano rifiuto. Comincia a rimbalzarti addosso un senso di inadeguatezza, di pochezza.

L’immagine di te che visualizzi si identifica con i resti di una pattumiera fuoriusciti per caso alla ricerca di una nuova vita, di un riciclo essenziale, ma scovati e ributtati nel mucchio. Bene, anzi, male: questa non sei tu. Un amore non ricambiato non ci identifica con l’immagine che l’individuo X ha di noi, ma ci identifica come una donna per la quale l’Universo ha predisposto un amore che sarà altro da colui che in quel momento noi abbiamo idealizzato e indirizzato alla nostra persona, probabilmente senza approfondire la sua identità. Ma anche questo argomento lo tratteremo meglio più avanti. Comincia a guardarti ogni mattina allo specchio ripetendo a te stessa che sei bella e hai valore nel mondo, per te stessa e per gli altri. Visualizzati come bellezza e nel mondo sarai bellezza e tutti lo vedranno. Io ho diradato molti pensieri ossessivi negativi possono diradarsi con uno dei fiori di Bach, il White chestnut. Ma se vuoi farlo anche tu, consulta un bravo floriterapeuta.

La negatività che col pensiero produciamo dentro di noi, si manifesta su di noi e fuori da noi. E il mondo e l’alterità agiranno di conseguenza. Se ti svegli ogni giorno pensando che la tua vita faccia schifo, avrai una giornata orribile, in linea con i piani che hai programmato. Facile a dirsi, è vero. Ma il primo vero passo è la consapevolezza.

I nostri video tutorial
Valeria Lo Cicero

Cosa ne pensa l'autore

Valeria Lo Cicero - Credo che queste parole possano essere un punto di partenza per migliorare il potenziale di piena visualizzazione di sé e prendere coscienza di poter mutare le cose dentro e fuori di noi. Credo che siano dei consigli alla portata di tutti, intimi, interiori ma essenzialmente alla visione profonda e superficiale di ciascuno di noi.

Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!