Pensione di reversibilità, è ufficiale: ecco cosa cambia (2 / 2)

La pensione di reversibilità è un importante istituto a sostegno delle famiglie italiane, in particolare di quelle che dovessero trovarsi in difficoltà in seguito al decesso del lavoratore. Naturalmente non è prevista l’intera erogazione dell’importo che spettava al defunto, ma viene calcolata una quota percentuale della pensione, a seconda del grado di parentela dell’avente diritto al trattamento.

Stando alle ultime novità introdotte dal governo Meloni, sarà applicato un aumento corposo alla pensione di reversibilità, calcolato complessivamente nell’8,8 %: composto da una rivalutazione piena del 7,3%, cui si aggiunge un ulteriore 1.5% come misura straordinaria una tantum.

Cosa vuol dire in soldoni? Per esempio, una pensione di 1.000 euro al mese aumenterà di 73 euro.  Inoltre, il trattamento minimo dell’assegno pensionistico ai superstiti, fissato per quest’anno a 524,34 euro mensili, raggiungerà i 570 euro. Possono essere soddisfatti i percettori della pensione di reversibilità, che godranno di questo ulteriore aiuto del governo.

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Una rivalutazione che, come succede ogni anno, tiene conto dell’andamento dell’inflazione e sulla base di questa porta poi a rivalutare gli importi pensionistici. L’andamento dei costi dei beni di prima necessità sta raggiungendo picchi sempre più insostenibili per le tasche delle famiglie italiane, sempre più svuotate quando ci si reca al supermercato.

La domanda per ottenere la pensione di reversibilità può essere inoltrata gratuitamente sul sito dell’INPS, nella sezione dedicata ai servizi offerti. In alternativa, si può affidare la pratica a un patronato, che provvederà a inoltrare la domanda all’INPS o contattare il call center INPS al numero gratuito 803164.