Hai mai avuto la sensazione di correre tutto il giorno senza mai arrivare davvero?
Di occuparti di tutto e di tutti, tranne che di te? Fermarsi non è un lusso. È una strategia. E può fare la differenza tra sopravvivere e vivere davvero.
Il mito della superdonna: sempre di corsa, mai stanca
Siamo cresciute con l’idea che una “brava donna” debba saper fare tutto. Essere efficiente sul lavoro, presente in famiglia, disponibile con gli amici, brillante in ogni situazione. Sempre in movimento. Sempre produttiva. Sempre perfetta. Il risultato? Una corsa continua, spesso senza sosta… fino a quando il corpo e la mente ci mandano segnali chiari: stanchezza cronica, irritabilità, calo di energia, difficoltà a concentrarsi. Non è solo una sensazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le donne hanno un rischio maggiore di burnout rispetto agli uomini, proprio perché si trovano a gestire il doppio carico: lavoro e cura, professione e relazioni, responsabilità e aspettative sociali.
Fermarsi ti rende più lucida, presente… e umana
In un mondo che ti chiede sempre di correre, scegliere di fermarti è un atto di forza. Non per cedere, ma per ricaricarti. Non per sottrarti, ma per esserci davvero per gli altri e, soprattutto, per te stessa. Le pause non servono solo a “riprendere fiato”. Servono a ricordarti chi sei, a ritrovare il tuo centro, a non farti travolgere dal vortice delle cose da fare. Perché quando ti concedi uno spazio di respiro, torni ad ascoltarti. E quello che ritrovi, spesso, è proprio la versione migliore di te.
3 idee semplici per prendersi una pausa (anche nelle giornate piene)
- La pausa-respiro: un minuto, occhi chiusi, mani sul petto. Respira profondamente e senti il corpo. È una mini-ancora per riportarti al presente.
- La pausa-agenda: inserisci un blocco di 10-15 minuti ogni mattina o pomeriggio, come fosse un appuntamento. Serve a staccare o semplicemente a bere un caffè senza fare altro.
- La pausa-ricarica: scegli un’attività breve che ti nutre: una camminata, una pagina di libro, un messaggio a un’amica (e conceditela senza sensi di colpa).