Una delle paure più comuni legate al nuotare e all’immergersi nel mare o in un lago è il timore di spingersi al largo dove l’acqua si fa sempre più profonda e scura impedendo di vedere cosa si nasconde sotto.
La paura tipica è quella di essere attaccati da pesci, come ad esempio gli squali, senza avere la velocità e il tempo di tornare a riva.
Questa particolare fobia tende a colpire la persona che teme i cambiamenti e gli imprevisti, chi ha bisogno di tenere tutto sotto controllo (non vedere il fondale), chi ha la forte tendenza a cercare e mantenere i punti di riferimento sicuri (nuotare al largo) o ha il terrore del vuoto (non staccare i piedi dal fondale) e anche chi si preoccupa per le situazioni che potrebbero essere senza via d’uscita ( allontanarsi dalla riva) e una sorta di difficoltà a guardare dentro di sé (la profondità del mare).
La paura dell’acqua si manifesta come paura di nuotare o di mettere la testa sott’accqua, anche solo per qualche istante, di galleggiare, di andare in acque profonde, di navigare in acque aperte e ancor peggio se di notte.
Questa paura colpisce anche molte persone che sanno nuotare benissimo, pensiamo alla Divina, Federica Pellegrini, campionessa italiana di nuoto, che in un’intervista dichiarava di avere questa fobia, la paura appunto di nuotare in acqua profonda e scura come quella del mare, in quanto le impediva di vedere il fondo.
Tra i sintomi più comuni troviamo: la mancanza d’aria, la sensazione di nodo alla gola, paura di soffocare, insicurezza e agitazione, spasmi agli arti, vertigini, mal di testa, nausea, tachicardia e ansia.
In realtà, esistono due tipologie di fobie legate all’acqua, l’idrofobia e la talassofobia.
L‘idrofobia è l’avversione anomala e ossessiva per i liquidi, in particolar modo quella dell’acqua, che può prendere la paura di nuotare o anche solo di immergersi nella vasca da bagno, piena di acqua.
La talassofobia, invece è nello specifico la paura che si prova davanti a specchi d’acqua profondi, come il mare o il lago o anche la piscina.
Lasciarsi andare in acqua e nella vita
Il respiro è il primo rimedio che può aiutarci, in quanto favorisce il rilassamento e di conseguenza fa calmare il sistema nervoso. Il consiglio è quello di imoarare a respirare con l’addome, tramite l’utilizzo del diaframma.
Ricordando che non bisogna per forza affrontare direttamente ciò che si teme, né con la forza e né con la volontà, prova a raffigurare tramite un disegno la paura che ti pietrifica. Non serve un disegno bello, in esso conta l’emozione che ti blocca, creando sofferenza come angoscia, ansia e spavento e che emergono quando hai a che fare con la tua paura.
Osserva poi la tua opera e infine stracciala, già solo questo atto potrebbe far nascere in te calma, tranquillità ed immagini positive.