Ogni anno circa 1 milione e mezzo di bambini si ritrovano in queste condizioni .Ma per quale motivo? Prima di rivelarvelo, ricostruiamo il contesto in cui è avvenuta la sconvolgente scoperta.
Un padre si è recato nella cameretta del figlioletto, convinto che dormisse ancora beatamente, in modo da svegliarlo per la cena dopo il riposino pomeridiano. Quello che l’uomo si è trovato davanti ai suoi occhi non è stato affatto piacevole, come potete vedere voi stessi.
Il suo bambino, di soli due anni, presentava la pelle in queste condizioni, come se si sfaldasse, come se fosse costituita da carta velina. Si è poi scoperto che a ridurlo così erano stati gli acari, che colpiscono principalmente i bimbi al di sotto dei 6 anni e, più raramente, gli adulti. Molte volte, senza rendersene conto, capita di avere i vestiti invasi da questi animaletti per nulla simpatici. Il rischio è che questi, in men che non si dica, si diffondano in tutta la casa, insediandosi sotto le lenzuola o nel guardaroba, con tutti gli effetti che ne derivano.
Le lesioni provocate dagli acari sul piccolo sono davvero dolorose. Oltre alla sofferenza, si manifesta un intenso prurito, soprattutto notturno, che spinge il malcapitato a grattarsi energicamente, favorendo la comparsa di vescicole e ferite da grattamento che possono poi essere complicate da sovra-infezioni di natura batterica. Il piccolo è stato trasportato d’urgenza in pronto soccorso dove ha ricevuto le cure del caso per sedare la sintomatologia.
Per prevenire i morsi degli acari, consigliano gli esperti, occorre evitare, per quanto possibile, il contatto diretto con pazienti infestati da acari, evitare il contatto e/o l’utilizzo di indumenti, biancheria per la casa e asciugamani utilizzati da pazienti infestati da acari , lavare indumenti, asciugamani, biancheria intima e biancheria per la casa a temperature elevate (almeno 60°C), evitare di frequentare o sostare in luoghi notoriamente infestati da acari; proteggere adeguatamente i propri animali domestici mediante l’uso di appositi antiparassitari, soprattutto se vivono sia all’esterno che nell’abitazione.