Paolo Crepet parla ai genitori di Turetta, parole che spiazzano (2 / 2)

Paolo Crepet, uno dei più autorevoli psichiatri italiani, si è svariate volte espresso sul caso Cecchettin e lo ha fatto con interventi televisivi e a mezzo stampa. Parliamo di un grande professionista che, con una carriera lunghissima alle spalle, non può che essere ascoltato con grandissima attenzione. Crepet è stato intervistato da La Stampa e ha espresso la sua opinione in merito agli ultimi sviluppi del caso di cronaca nera che sta sconvolgendo gli italiani.

Sappiamo che mercoledì, pur non essendo giorno di colloqui per i detenuti del reparto di infermeria del Montorio, i genitori di Turetta avrebbero dovuto incontrare il figlio per la prima volta ma hanno deciso di non farlo. Questo lo psichiatra lo comprende, comprende che sia normale prendersi del tempo, trovandosi in piena “tempesta emotiva fatta di profondo disconoscimento verso un figlio che credevano modello”.

Crepet ha consigliato alla famiglia Turetta: di andarsene dall’Italia, in particolare per offrire una vita migliore al figlio più piccolo che ha 18 anni e che sarebbe condannato alla gogna permanente in quanto i ragazzi come anche i bambini sanno essere terribili nel far pesare le storie forti come quella di Giulia. Un consiglio forte, quello dello psichiatra ma sempre diretto, schietto, come è nel suo mood.  Nell’intervista ha invitato i genitori di Filippo a lasciare il paese d’origine, l’Italia, recandosi ad esempio in Francia, in modo che il cognome Turetta non riconduca subito al 22enne che ha ammesso di aver tolto la vita alla sua ex fidanzata.

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Una lunga intervista, quella rilasciata da Crepet a La Stampa, in cui gli è stata rivolta una domanda relativa anche alla perizia psichiatrica. Sul punto è sicuro che verrà chiesta, puntando, al massimo, sulla semi-infermità mentale dal momento che il disturbo narcisistico della personalità, quello di cui Filippo soffrirebbe, è una possibilità vera.

Lo psichiatra ha chiosato con queste testuali parole che abbiamo ripreso: “Ma ogni ipotesi è azzardata, nessuno di noi conosce quel 22enne che ha la stessa età di Sinner, ma a differenza sua non pare avere imparato a cadere, fallire e rialzarsi Ok sappiamo che andava a dormire con un orsacchiotto e allora? Dicono che non abbia mai avuto problemi in famiglia, ma che cosa vuole dire? A volte anche una famiglia apparentemente tranquilla che non urla né picchia può essere violenta, in modo tanto sottile quanto feroce”.