Oggi è un giorno decisamente importante, sul fronte delle indagini relative al femminicidio di Giulia Cecchettin. Un giorno cruciale su svariati fronti. Da un lato, è quello dell’esame autoptico sul corpo della povera studentessa, dall’altro è quello dell’interrogatorio di Filippo Turetta a Verona dinnanzi al pm.
Un giorno fatidico, in cui il corpo di Giulia parlerà e in cui, per altro verso, potrebbe parlare Filippo, fornendo altri dettagli relativi alla fine della sua ex fidanzata, dopo aver ammesso, nei 30 minuti dell’interrogatorio di garanzia, di aver tolto lui la vita alla Cecchettin, di sentirsi affranto ma di voler pagare per quanto commesso.
Fatte queste premesse, il femminicidio di Giulia ha toccato profondamente tutti noi, non certo perché ci sia differenza tra una donna deceduta ed un’altra, ma perché è partito come un caso di scomparsa, per cui avevamo l’apprensione per le sorti della ex coppia di fidanzati. Non potevamo certo immaginare che la 22enne venisse barbaramente strappata ai suoi affetti, per mano di chi è stato il suo ragazzo sino ad agosto.
Accanto allo strazio dei familiari di Giulia, vi è quello dei genitori di Filippo, forse, diversa, ma pur sempre estrema poiché non è certamente facile, se solo ci mettessimo per un attimo nei loro panni, pensare che un figlio sia stato in grado di commettere ciò di cui si è macchiato.
Ad esprimersi sul caso è stato il grande psichiatra e saggista Paolo Crepet che si è rivolto ai genitori i Filippo Turetta. Le sue parole sono spiazzanti. Vediamo insieme cosa ha dichiarato nella seconda pagina.