Omicron, in oltre la metà dei casi è questo il primo sintomo a cui prestare attenzione (1 di 2)

Ascolta questo articolo

Ormai sono diversi anni che le nostre vite sono state sconvolte dall’arrivo del Covid, un virus che ci ha segnati profondamente, che ha distrutto intere famiglie. Il ricordo della sfilata dei carri dell’esercito con le bare dei morti di Covid a Bergamo rimarrà impresso nelle nostre menti per sempre.

Le varie ondate pandemiche non ci hanno “solo” strappato gli affetti, ma hanno modificato il modo di molta gente di guardare alla vita, riflettendo su quanto essa sia imprevedibile.

Insomma, che su questa terra siamo solo di passaggio è un dato assodato, e che dobbiamo convivere il virus anche. Nonostante le campagne vaccinali che ci hanno salvato dalle forme più severe; tralasciando gli accessi e duraturi dibattiti tra no vax e pro vax, va detta la verità: volente o nolente, dobbiamo imparare a convivere con questo maledetto virus.

Se pensavamo ad un’estate diversa, all’insegna della ripresa e della rinascita, dobbiamo, purtroppo, scontrarci con la realtà perché il virus non ha affatto ridosso la sua corsa con l’arrivo delle alte temperature, come pensavano.

Anzi, in questi ultimi giorni stanno arrivando dati preoccupanti sui contagi, in fortissimo aumento. Un crescendo legato alla variante Omicron 5, decisamente più contagiosa, ma meno letale, rispetto alle precedenti. Va precisato che i sintomi scatenati da tale variante sono, in parte, diversi da quelli, ad esempio, della variante Delta del virus.