Omicidio Elena Del Pozzo: la confessione choc di Martina Patti (1 di 2)

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L‘omicidio della piccola Elena Del Pozzo sta tenendo tutta l’Italia col fiato sospeso perché, dopo la confessione della madre Martina Patti, sono ancora tanti i punti da chiarire attorno a questo efferato figlicidio.

Come ormai noto, la Patti, casalinga 23enne è andata a prendere la figlioletta dall’asilo attorno alle 13, Elena le è corsa incontro come sempre per abbracciarla, ha salutato i suoi amichetti. Una scena ripresa dalla telecamere di videosorveglianza del suo asilo ma che fa venire la pelle d’oca, col senno di poi, se si pensa che quelle sono le ultime immagini della bambina viva.

Quello che è successo dopo lo sa solo la madre, per tutti divenuta la mamma killer di Mascalucia. Sappiamo che tra le 14 e le 15 avrebbe accoltellato a morte la figlia, tentando disperatamente di nascondere il suo corpicino, contenuto in 5 sacchetti di plastica per la spazzatura, di facile reperibilità, per poi provare a disfarsene, seppellendolo sotto cumuli di cenere lavica dell’Etna.

Sono bastate poche ore di incalzante interrogatorio a far crollare l’inscenato rapimento, a condurre i carabinieri sul luogo in cui ha sepolto il cadavere, un terreno incolto nei pressi della sua villetta, e per confessare di essere stata proprio lei, che l’ha generata, ad ucciderla con un coltello da cucina. Sarebbe questa l’arma del delitto che non è ancora stata ritrovata.

Pur avendo confessato, non sa perché l’ha fatto, non ha aggiunto altro ed è per questo che il caso risulta molto più complesso del dovuto, dato che molti punti salienti non trovano ancora una risposta, mentre tutti, immedesimandosi nel papà Alessandro, nei nonni, nelle maestre e in tutti coloro che volevano bene alla piccola, ci chiediamo come siano andate realmente le cose, sino al macabro ritrovamento.