In questi tre anni abbiamo notato che il virus ha continuato a mutare e che sono emersi nuovi ceppi, alcuni dei quali con sintomi molto blandi o comunque non preoccupanti mentre altri, al contrario, innescano un’ondata di paura tra la popolazione. Recentemente è spuntato un nuovo ceppo chiamato “nipote” di Omicron, noto come variante HV.1, che rappresenta circa un quarto di tutti i casi negli Usa.
La variante HV.1, come Eris ed EG.5, si assomiglia alla Omicron sebbene, dagli studi effettuati dagli esperti Matthew Binnicker e il dottor William Schaffner, intervistati dall’Express, è emerso un dato che, effettivamente preoccupa, in quanto avrebbero delle mutazioni che le rendono più contagiose.
Logico che la popolazione voglia essere informata sui sintomi cui prestare attenzione. Secondo i suddetti esperti, sono 8 i sintomi che vanno attentamente monitorati e ve li elenchiamo: 1) mal di gola. 2) tosse, 3) congestione o soffocamento, 4) rinorrea, 5) dolori muscolari, 6) affaticamento generale, 7) febbre o brividi, 8) mal di testa.
Il servizio sanitario nazionale del Regno Unito, pur non essendo più obbligatori i test e l’isolamento, data la contagiosità e li otto sintomi, decisamente importanti, ha consigliato ai cittadini di restare comunque a casa se dovessero manifestarsi e se positivi, evitando il contatto con gli altri. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) ha segnalato la presenza della variante Pirola, in molte regioni del Regno Unito e i contagi potrebbero aumentare durante l’inverno, ragion per cui l’invito alla prudenza è sempre ribadito dalle autorità.
Alcuni sintomi insoliti associati a questa variante includono eruzioni cutanee, cambiamenti nella bocca o sulla lingua (noti come “lingua Covid”), dita delle mani o dei piedi arrossate e doloranti, diarrea, una voce rauca e occhi pruriginosi o arrossati. Le autorità sanitarie raccomandano di rimanere a casa se si manifestano sintomi, soprattutto se si ha la febbre alta o ci si sente troppo deboli per svolgere le attività quotidiane.