“Non è vero niente”. Alessia Pifferi, nuovi inquietanti dettagli (1 di 2)

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La piccola Diana non c’è più, nessuno ce la dirà indietro. E’ impossibile farsene una regione dinnanzi ad una morte così atroce, brutale, straziante dell’ennesima innocente.

Diana aveva solo 18 mesi ed è stata ritrovata cadavere, dopo essere stata lasciata 6 giorni da sola da colei che l’ha messa al mondo, nel monolocale milanese in cui era sta rinchiusa dalla madre, la 37enne Alessia Pifferi.

Accanto alla sua culletta da campeggio, un biberon di latte che avrebbe dovuto alimentarla per tutto quel tempo e degrado ovunque. Diana se n’è andata dopo una lenta agonia, senza che nessuno sentisse nemmeno un suo lamento perché l’assassina aveva sigillato tutto, in modo che nemmeno un filo di vento e di lamento passasse.

Ma con il decesso della piccola non si chiude il caso, anzi, gli inquirenti sono a lavoro più che mai per andare a fondo, scavando nel passato della Pifferi e, giorno dopo giorno, emergono nuovi dettagli agghiaccianti.

Chi era per davvero Alessia Pifferi? Molto si apprende dai racconti forniti dalla donna, rinchiusa nel carcere di San Vittore. Diana è nata in un bagno, a sette mesi, il 29 gennaio dell’anno scorso e ha trascorso il suo primo mese di vita in una stanza d’ospedale.