Non è l’arena, svelato il contenuto della puntata che non andrà mai in onda (2 / 2)

L’avvocato Antonio Ingroia, che è stato spesso ospite di Non è l’arena, condotto da Massimo Giletti, ha rilasciato un’intervista al programma radiofonico Un giorno da pecora, esprimendo la sua personalissima opinione sulla notizia della decisione di La7 di chiudere il programma, svelando il contenuto dell’ultima puntata che non andrà mai in onda, dunque che i telespettatori italiani non vedranno mai. Ai microfoni di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, senza giri di parole, dunque con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto, Ingroia ha dichiarato: “Sono rimasto sorpreso sia dal fatto in sé, che dalle modalità in cui è avvenuto. Di punto in bianco. Io dovevo andare di nuovo domenica. Avremmo parlato di mafia, della latitanza di Matteo Messina Denaro, dei rapporti tra la massoneria e la politica…insomma temi caldi. Si sarebbe parlato anche dell’ex senatore D’Alì e di Dell’Utri, ma non nella parte in cui sarei intervenuto io”.

Il legale ha aggiunto che si trovava in Sicilia per motivi lavorativi e aveva fissato un appuntamento telefonico con la redazione di Non è l’Arena: “Per mettere a punto gli argomenti di cui parlare”. Ingroia ha preso l’aereo ed è atterrato a Roma ma, nel frattempo, era stata comunicata la chiusura del programma condotto da Giletti, con il quale ha parlato, senza che il presentatore e giornalista si lasciasse andare a informazioni relative ai motivi della chiusura, trattandosi di un professionista molto riservato.

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Ovviamente la domanda fatidica, quella che è stata posta in corso d’intervista al legale, è per quale ragione un programma così seguito come Non è l’Arena sia stato chiuso. L’avvocato Antonio Ingroia, non avendo la certezza, si è limitato a fare delle ipotesi che hanno potuto portare l’emittente televisiva ad adottare una decisione così forte. Queste le sue parole: “Perché hanno chiuso? Perché l’editore non ha voluto più sostenere il suo conduttore di punta. Il perché ce lo può dire solo l’editore. Forse Giletti si era spinto troppo in avanti rispetto a quello che l’editore si aspettava da lui. Credo che se non avesse fatto delle puntate sulla mafia, la trasmissione non sarebbe stata chiusa“.

Il legale, come ripreso da fanpage.it, ha chiosato: “Può piacere o non piacere Giletti, ma è un dato di fatto che negli ultimi anni, l’unica trasmissione di grande ascolto che si è occupata in modo costante di questi temi, mafia, politica e massoneria, è stata Non è l’Arena. Sulle motivazioni della chiusura vado ad intuito: da un lato ci saranno stati un po’ di mal di pancia in giro sui temi delicati che Giletti ha affrontato, mafia, politica, D’Alì, Dell’Utri, i rapporti dei Graviano con la politica e magari all’editore sono arrivate telefonate di lamentela. In più sono arrivate voci di contatti di Giletti con la Rai e magari l’editore ha messo le due cose insieme, come ha fatto l’Inter con Skriniar. Quando sembrava trattare col Psg, lo ha preso, gli ha tolto la fascia di capitano e lo ha messo in panchina. Ecco le due cose si somigliano molto. Il comunicato di La7 ricorda quelli delle società di calcio quando licenziano l’allenatore”.