La cistifellea è uno degli organi che si trovano all’altezza dell’apparato digerente. Si tratta dell’organo che riceve e immagazzina la bile liquido che serve a favorire la digestione dei cibi. Per questo la neoplasia alla cistifellea è classificata tra le patologie gastrointestinali.
Secondo gli scienziati questa neoplasia sta interessando sempre di più le giovani generazioni. I giovani infatti sono oggi tra le persone più colpite da queste patologie in ispecie gli over 30. Ad essere però principalmente più colpite dalla neoplasia alla cistifellea sono le donne più che gli uomini.
Questa patologia si manifesta con sintomi specifici che però banalmente potrebbero essere scambiati per altri problemi gastrointestinali. Come riporta l’Humanitas negli stadi iniziali la patologia è asintomatica. Con il passare del tempo possono svilupparsi dolore addominale, perdita di peso, nausea, malessere.
Negli stadi avanzati la stragrande maggioranza dei pazienti presenta ittero (la colorazione gialla di pelle e sclere da elevati valori di bilirubinemia) senza dolore; solo nel 10% dei casi compaiono sintomi riferibili a colangite, come dolore e febbre.
Una neoplasia che secondo gli esperti dell’AIRC si sviluppa a partire dalle ghiandole della mucosa dell’organo. Se non presa pe tempo la patologia può trasferirsi ad altri organi e colpire direttamente lo stomaco.
Per curare questa patologia si prova con la chirurgia nel caso la neoplasia sia piccola e in stato non avanzato: in questo caso l’intervento è risolutivo. Si usa invece la chemioterapia se la neoplasia è in uno stato più avanzato. Altre possibilità per curare la patologia sono la Terapia target (target therapy) con alcuni farmaci mirati o la radioterapia. Secondo i medici l’aumento di questa patologia anche negli under 50 dipende dalla dieta moderna ricca di cibi grassi e molto elaborati.