Neonata rapita a Cosenza, l’incredibile accusa della clinica alla mamma (1 / 2)

Neonata rapita a Cosenza, l’incredibile accusa della clinica alla mamma

Nel gennaio 2025, la città di Cosenza è stata scossa dal rapimento della neonata Sofia, avvenuto poche ore dopo la sua nascita presso la clinica “Sacro Cuore”. Il caso ha immediatamente destato grande preoccupazione, mobilitando le forze dell’ordine e l’intera comunità locale.

La responsabile del sequestro, Rosa Vespa, una donna di 51 anni, aveva finto una gravidanza per mesi, ingannando familiari e amici. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna si sarebbe introdotta nella clinica spacciandosi per un’infermiera, convincendo la madre della piccola a consegnarle la bambina con una scusa.

Dopo aver lasciato la struttura sanitaria, si è diretta nella sua abitazione, dove ha tentato di inscenare l’arrivo del presunto figlio davanti ai suoi cari. L’immediata denuncia della scomparsa ha fatto scattare l’allarme tra le autorità, che si sono messe subito sulle tracce della neonata. Grazie all’analisi delle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze raccolte, la polizia è riuscita a individuare l’abitazione di Rosa Vespa in poche ore.

Al momento del blitz, la donna e suo marito, Acqua Moses, stavano festeggiando il presunto lieto evento con parenti e amici, ignari dell’imminente intervento delle forze dell’ordine. Il tempestivo intervento ha permesso di riportare Sofia sana e salva tra le braccia della sua famiglia. Nel frattempo, Rosa Vespa e il marito sono stati arrestati con l’accusa di sequestro di persona.

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire se l’uomo fosse complice o all’oscuro del piano della moglie. La vicenda ha suscitato sgomento e rabbia nell’opinione pubblica, sollevando interrogativi sulla sicurezza nelle strutture sanitarie. A tal proposito, sono emersi clamorosi aggiornamenti: la clinica avrebbe lanciato gravi accuse alla madre della bambina. Cosa è successo? Scopriamolo nella pagina successiva.

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