Michela Murgia, speranze finite: è deceduta (2 / 2)

Quella che vi stiamo per dare è una notizia che nessuno si sarebbe mai aspettato che potesse arrivare così presto. Difatti, all’età di 51 anni, è scomparsa per sempre da questo mondo la giornalista, scrittrice e attivista, Michela Murgia.

La scrittrice aveva rivelato di avere una neoplasia al rene in un’intervista al Corriere della Sera in cui svelava appunto di dover convivere con il male ormai da diverso tempo. Vista la sua grande riservatezza circa la sua vita privata la Murgia aveva preferito, in un primo momento, tenere per sé della patologia.

Aveva deciso di curarsi con “un’immunoterapia a base di biofarmaci. Non attacca la malattia; stimola la risposta del sistema immunitario. L’obiettivo non è sradicare il male, è tardi, ma guadagnare tempo. Mesi, forse molti” – così aveva dichiarato la stessa Murgia alla stampa nazionale.

“Il cancro non è una cosa che ho; è una cosa che sono. Me l’ha spiegato bene il medico che mi segue, un genio. Gli organismi monocellulari non hanno neoplasie; ma non scrivono romanzi, non imparano le lingue, non studiano il coreano. Il cancro è un complice della mia complessità, non un nemico da distruggere. Non posso e non voglio fare guerra al mio corpo, a me stessa. Il tumore è uno dei prezzi che puoi pagare per essere speciale. Non lo chiamerei mai il maledetto, o l’alieno” – queste sono state le parole della Murgia diverso tempo addietro alla stampa.

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Oltre che una grande giornalista, ospitata spesso in diverse trasmissioni televisive, Michela Murgia era anche una grande attivista femminista. Ella era originaria della Sardegna.

Michela Murgia, in uno degli ultimi post condivisi su Instagram rispondeva a chi le chiedesse come stava: “Ricevo moltissimi messaggi ogni giorno, tutti affettuosi (gli altri non li vedo, ho sviluppato una felice cecità selettiva) ma non riesco a rispondere a tutt3, perché sono spesso banalmente troppo stanca. Vado un po’ più spesso in ospedale, a volte all’improvviso perché il corpo sorprende e ieri mi mancava il respiro a causa del troppo liquido negli anfratti dei tessuti. Il livello delle cure del nostro sistema sanitario mi ha però fino a ora consentito di tornare sempre a casa stando meglio. Ecco, la risposta che vorrei dare a chi mi chiede continuamente come sto, che era quella che dava Cesare de Michelis: posso stare meglio, ma non posso più stare ‘bene’. ‘Meglio’ è comunque preferibile a male, quindi godetene con me”. Nelle prossime ore si terranno le esequie di Michela Murgia.