Le voci si sono diffuse sin dai giorni successivi alla sua scomparsa. Il balzo in avanti di Mediaset a Piazza Affari, con un sonoro 11%, ha fatto intendere come i possibili scenari futuri delle aziende Berlusconi facciano gola al mercato. Al momento non si esclude nessua ipotesi, neppure quella di un’offerta pubblica di acquisto per la galassia Mfe-Mediaset.
Tra i maggiori indiziati a proporre delle offerte spicca senza ombra di dubbio Vivendi, che può vantare una posizione di vantaggio detenendo il 23% del gruppo. Ad ogni modo si tratterebbe di un’operazione non facile, visto che chi vorrà accaparrarsi Mfe-Mediaset dovrà raggiungere prima un accordo col governo.
Altro serio indiziato per l’acquisto è Urbano Cairo, attualmente a capo di La7 e del Corriere della Sera. Tuttavia, in tal caso, gli ostacoli si fanno ancora di più insormontabili, a mettersi di traverso potrebbe essere il Sistema Integrato delle Comunicazioni.
Stando a quanto prevede la normativa, nessuno può detenere più del 20% dei ricavi complessivi di tv, radio, web e carta stampata. A vigilare su questa quota, ideata appunto per garantire il pluralismo dei media, c’è l’Autorità per le Telecomunicazioni. L’unica speranza per Cairo è quella di un cambio di legge che non si prospetta così facile.
Quanto, invece, al pensiero della famiglia Berlusconi, non sembra esserci per ora alcun piano di vendita dei gioielli di famiglia. La stessa Fininvest di recente aveva assicurato: “Le attività proseguiranno in una linea di assoluta continuità sotto ogni aspetto”. Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi.