Massimo Mauro, la confessione: ecco cosa mi ha salvato dall’infarto (2 / 2)

Massimo Mauro, che in questa settimana è stato circondato da tantissime dimostrazioni d’affetto e vicinanza per quello che gli è accaduto, si sta riprendendo e questa è una stupenda notizia che ci riempie il cuore di gioia. Nelle scorse ore l’ex calciatore, oggi commentatore sportivo di successo, si è lasciato andare ad una toccante confessione, nel corso di una lunga e profonda intervista rilasciata a Il Corriere della Sera.

Mauro ha iniziato col descrivere i sintomi accusati quando è stato colpito dall’infarto: “Un dolore fortissimo al petto, mi sono fermato perché non riuscivo a respirare. Non ho pensato a nulla, speravo soltanto che passasse in fretta”. Coloro che si trovavano sul campo per la partita di padel si sono subito accorti del malore, agendo tempestivamente, difatti il 61enne ha proseguito: “Il mio amico è stato tempestivo e ha chiamato i soccorsi. Cinque minuti dopo essere arrivato in ospedale ero già in sala operatoria. In ambulanza, sì, mi sono passate tante cose per la testa. Anche l’infarto, speravo facessimo in fretta…”.

L’infarto lo ha colpito inaspettatamente, in quanto è comunque un uomo molto attento alla suo stato fisico, per pregressi problemi riguardanti il suo stato di salute e quello di persone a lui molto care. Difatti ha affermato:  “Faccio controlli con regolarità, ultimamente anche con maggiore frequenza. Mia sorella è morta per un cancro all’intestino e sono inserito in questo screening, ho avuto il Covid e mi sono beccato una brutta polmonite, il colesterolo era un po’ alto e quindi lo controllavo e facevo visite cardiologiche. Insomma, tutto mi sarei aspettato tranne l’infarto. Era scritto così. Ma le ripeto, sono un uomo fortunato”.

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A quel punto dell’intervista, nel momento in cui gli è stato chiesto espressamente cosa lo abbia salvato, Massimo Mauro, senza girarci attorno, con la sua innata schiettezza, ha citato 3 fattori che gli hanno permesso di essere ancora vivo. Queste le testuali parole dell’ex calciatore, riportate: su Il Corriere della Sera “Ho avuto la lucidità di fermarmi. Con me c’era un amico che conosce il primario dell’ospedale di Catanzaro. L’ambulanza è arrivata in 7 minuti”. 

L’ex difensore è stato un grandissimo amico del compianto Gianluca Vialli, con il quale ha fondato associazioni che si occupano di sensibilizzare e favorire la ricerca sulla Sla. Ironizzando sul fatto che si sia salvato per un pelo, e citando proprio il suo Vialli, a chiusura dell’intervista, Massimo Mauro ha dichiarato: “È l’eredità che mi ha lasciato Vialli, lo facevamo insieme. Con convinzione. Quando sarà stato trovato il farmaco che garantirà la guarigione posso anche immaginare di chiedere a Luca se lì ha bisogno di un’ala destra . Roberto Mancini però mi ha già smorzato l’ambizione. L’altro giorno mi dice: ‘Massimo, se sei qui con tutti noi è perché a Luca l’ala non serve!’ Sono felice di aver sentito la vicinanza di centinaia di persone. In certi momenti apprezzi l’affetto, lo percepisci in maniera diversa”. E queste parole, oggi, suonano davvero forti, rimarcando quanto la partita più importante sia quella giocata per restare in vita.