Martina Carbonaro, poco fa lo straziante annuncio sulla madre (2 / 2)

Ad essere colpita nel profondo da questo delitto è soprattutto la famiglia della povera Martina. I genitori si sono mostrati affranti e non riescono ancora a capacitarsi. Tucci frequentava da tempo la casa di Martina e nessuno poteva immaginare di quanto stesse per accadere. Il 19enne, in uno spregevole tentativo di depistaggio, aveva persino rincuorato i genitori della ragazza dopo la sua scomparsa, aiutandoli nelle ricerche.

In queste ore la madre di Martina Carbonaro è stata coinvolta suo malgrado in un video TikTok diventato virale. Fiorenza, questo il nome della donna, si trovava in un momento di estrema fragilità quando il titolare di un chiosco di hot dog, Patrizio Chianese (noto influencer con 1,6 milioni di follower), l’ha filmata senza un reale consenso.

L’avvocato della famiglia, Pisani, spiega che la donna non era pienamente lucida. Secondo la ricostruzione legale, Fiorenza era uscita di casa per cercare sollievo dal lutto, trovandosi al chiosco di Chianese. Il venditore, riconosciutala, le avrebbe parlato di Martina, ricordando come la ragazza fosse una cliente abituale.

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Quelle parole, in quel momento, le avevano offerto un attimo di conforto. Tuttavia, l’uomo ha approfittato della situazione, registrando e pubblicando il tutto online senza chiedere un’autorizzazione esplicita. Il video è stato poi rimosso dopo le proteste. “Era evidente il suo stato di prostrazione”, sottolinea l’avvocato Pisani, criticando il comportamento dell’influencer. Nessun rispetto, solo la ricerca di like”. La famiglia accusa Chianese e altri di aver strumentalizzato il triste episodio per aumentare la propria popolarità.

Fiorenza, sopraffatta  dalle polemiche, ha risposto sui social con un messaggio straziante: “Se mi vedete forte, è perché Martina mi ha dato questa forza”. Racconta di aver scoperto solo recentemente alcuni episodi di violenza nella relazione della figlia, aggiungendo: “Principessa mia, avrai giustizia”. Il caso riapre il dibattito sui limiti della condivisione online, soprattutto quando coinvolge persone vulnerabili.