Mario Tozzi è un grande divulgatore scientifico da un quarto di secolo e al Cnr si è lasciato andare a delle riflessioni sulla complessa situazione dei Campi Flegrei. Tre sono le maggiori emergenza.
La prima è la crisi climatica, anomala rispetto al passato, avviene in tempi strettissimi e dipende dalle attività produttive dei sapiens.
La seconda è quella legata all’impoverimento della natura e della ricchezza della vita, che provoca il decesso di orsi e lupi, la terza è la crisi delle risorse. Fatte queste doverose considerazioni, Tozzi si è addentrato in altre questioni che attanagliano i ricercatori, preoccupandoli enormemente.
Ritiene che i combustibili fossili vadano sostituiti con le energie rinnovabili, e che il nucleare non sia una soluzione per la crisi climatica, perché manca il tempo. Il rischio di essere sommersi dalla plastica, che Tozzi considera il male del capitalismo, è concreto, dice ma veniamo al punto focale della sua intervista.
Quando gli viene chiesto com’è la situazione ai Campi Flegrei, il divulgatore scientifico di fama nazionale dice: «La sorveglianza è perfetta, ma diciamolo francamente, quel posto prima o poi esplode, salta per aria. Certo non adesso, ma succederà. Facciamo tanti sforzi per comprare una macchina usata, vogliamo sapere se ha avuto un solo proprietario, se è stata in garage, in che stato sono le gomme; invece se compriamo una casa non ci interessiamo di niente. Ci vorrebbe più coscienza e piano piano si dovrebbe andar via da lì». Parole forti, quelle di Tozzi, non certo un pischello della scienza ma uno che, da oltre 25 anni, si occupa proprio di questo.