E’ stato il meteorologo tedesco Richard Scherhag una figura chiave nella scoperta e nello studio dei riscaldamenti stratosferici di metà inverno. Grazie al suo contributo in questo campo, si è aperta la strada agli studi successivi sull’interazione tra le varie parti dell’atmosfera e il loro impatto sul clima globale.
Il riscaldamento della stratosfera produce una destabilizzazione del Vortice Polare Stratosferico (VPS), che perde la propria forza e che potrebbe persino rompersi. In tali casi le ripercussioni anche a bassa quota possono essere molto drastiche e influenti sul clima, che viene coinvolto in cambiamenti di temperatura repentini e molto drastici.
Un aumento termico nell’ordine di 30/40/50°C o superiore in pochi giorni, può causare una trasformazione del VPS da una forma circolare a una ellittica, o addirittura romperlo in due nuclei. Questo evento è conosciuto come Major Midwinter Warming, e di solito avviene proprio a metà inverno, nel mese di febbraio.
Il riscaldamento stratosferico, che è un evento che si verifica ad alta quota, può avere degli effetti molto drastici e imprevisti sul clima a livello del suolo. Ed ecco che si influenzano inevitabilmente le condizioni meteorologiche che ci ritroviamo ad affrontare, soprattutto con l’arrivo del freddo e del gelo.
Per questi motivi, secondo i maggiori esperti meteo l’osservato speciale di quest’anno sarà il Vortice Polare perché avrà una notevole influenza sul nostro inverno. D’altronde, già in questi giorni, stiamo sperimentando un repentino abbassamento delle temperature con nevicate anche a bassissima quota.
Qualora si verificasse questo fenomeno atmosferico molto particolare, il nostro Paese sarà invaso da un’ondata di gelo che ci investirà da fine febbraio a inizio marzo. Nevicate e temperature polari potrebbero essere alle porte. Non resta che attendere le prossime settimane e verificare l’effettiva veridicità di queste previsioni.