Una notizia davvero forte, l’ennesima che ha visto coinvolta l’Arma dei carabinieri, passando dai siti locali a quelli nazionali. La reazione di tutti coloro che si sono trovati a leggerla è di profondo sconcerto, oltre che amarezza, con mille interrogativi. Viene da chiedersi perché proprio lui, perché il destino ha voluto portarselo via e a queste domande non c’è risposta, purtroppo.
Giovanni D’Alò, che vedete in foto, in divisa, non ce l’ha fatta. Si è spento a soli 51 anni dopo aver combattuto con un brutto male che gli era stato diagnosticato da un paio d’anni. Alla fine, nonostante la sua tenacia, il suo carattere combattivo, la malattia ha avuto la meglio, non lasciandogli scampo. Da quanto si apprende dalla stampa nazionale, D’Alò, da molto tempo, era in servizio al nucleo radiomobile della compagnia della Bassa Reggiana.
Il decesso è avvenuto all’Hospice di Guastalla, a pochi metri dalla caserma in cui abitava. Le sue condizioni si erano aggravate e da diversi giorni erano apparse critiche, tanto che la settimana scorsa a fargli visita era arrivato anche monsignor Giuseppe Grigolon, cappellano regionale dei carabinieri, fino a quando, poche ore fa, il carabiniere è spirato.
Con il suo decesso, lascia la moglie di origine indiana Mandeep Kaur e i due figli Nicole e Federico, la madre Grazia, il fratello Leonardo e altri parenti. L’appuntato scelto Giovanni D’Alò era originario di Grottaglie, in provincia di Taranto.
Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo nella sua esistenza, dai colleghi, agli amici, lo definiscono come un militare sempre ligio al dovere, stimato, benvoluto, sempre sorridente, in grado di contagiare tutti con la sua solarità, sempre disponibile ad aiutare il prossimo o chiunque si trovasse in difficoltà, non solo mentre era in servizio. I funerali, nella chiesa di San Giacomo a Guastalla, sono un colpo al cuore per tutti. Le nostre più sentite condoglianze.