Si è spento Gino Paoli all’età di 91 anni nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026 nella sua casa di Genova. La famiglia ha diffuso un breve comunicato in cui si legge che ci ha lasciato “in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari”, sottolineando anche la volontà di mantenere riservatezza sul momento del lutto.
Paoli era universalmente considerato uno dei più grandi cantautori italiani del dopoguerra: figura centrale della celebre scuola genovese, ha scritto e interpretato brani entrati nella memoria collettiva come Il cielo in una stanza, Sapore di sale, Quattro amici al bar e La gatta. La sua carriera, iniziata musicalmente alla fine degli anni Cinquanta, si è protratta per oltre sei decenni, attraversando decine di successi e influenzando generazioni di artisti.
Il mondo della musica e dello spettacolo ha reagito con profondo cordoglio alla notizia della sua scomparsa. Artisti come Vasco Rossi e lo stesso Mogol hanno ricordato Paoli come un “grande poeta della canzone italiana”, esprimendo affetto personale e la stima per un amico e collega che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica.

La vita privata di Paoli era stata segnata da momenti di grande felicità ma anche da profonde sofferenze. Tra queste, la perdita del figlio Giovanni, deceduto a 60 anni per un infarto, un lutto che l’artista aveva definito come un’«ingiustizia atroce» e che aveva segnato profondamente gli ultimi anni della sua esistenza.
Nella sua ultima telefonata, Gino Paoli aveva confidato con estrema sincerità di non sentirsi bene. Le sue parole, cariche di lucidità e schiettezza, hanno mostrato un lato intimo e umano del cantautore. “Ho fastidi al…”: ecco le sue toccanti parole nella pagina successiva.