L’ora legale 2026 arriva in anticipo: attenzione, ecco quando (2 / 2)

Con l’avvicinarsi della primavera torna puntuale l’appuntamento con il cambio dell’ora. Anche nel 2026 il passaggio dall’ora solare all’ora legale segnerà l’inizio della stagione più luminosa dell’anno, incidendo sulle abitudini quotidiane e sugli orari di riposo. Un momento ormai consolidato nel calendario, nonostante negli ultimi anni non siano mancati dibattiti a livello europeo sul possibile superamento del doppio sistema.

La data da segnare è quella della notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo 2026. Il cambio avverrà alle ore 02:00, quando le lancette dovranno essere spostate avanti di un’ora, passando direttamente alle 03:00. In pratica, si dormirà un’ora in meno, ma si potrà contare da subito su un maggiore prolungamento della luce naturale nelle ore pomeridiane e serali.

L’obiettivo dell’ora legale resta quello di ottimizzare l’utilizzo della luce solare nei mesi più caldi. Anticipando simbolicamente l’orario, si favorisce una riduzione del consumo di energia elettrica nelle ore serali, con benefici sia economici sia ambientali. Secondo le rilevazioni diffuse negli anni scorsi dal gestore della rete elettrica nazionale, il meccanismo contribuisce ogni anno a un significativo risparmio energetico e a una diminuzione delle emissioni.

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La differenza tra ora solare e ora legale è sostanzialmente legata a una scelta convenzionale. L’ora solare coincide con il riferimento naturale del sole, mentre l’ora legale viene introdotta stagionalmente per sfruttare al meglio le ore di luce disponibili. Questo sistema viene applicato in gran parte dei Paesi europei, con modalità coordinate per evitare disallineamenti negli scambi e nei trasporti. Per il 2026 non sono previste modifiche definitive al calendario.

Le discussioni avviate in ambito europeo negli anni precedenti non hanno portato a una decisione condivisa sull’abolizione del cambio stagionale. In assenza di nuove indicazioni, l’Italia continuerà quindi ad adottare il tradizionale passaggio primaverile, mantenendo un meccanismo che accompagna da decenni il ritmo delle stagioni e la programmazione delle attività quotidiane.