L’ora legale è una convenzione adottata in molti Paesi per spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio durante il periodo primaverile ed estivo. L’obiettivo principale è sfruttare meglio la luce naturale del giorno, riducendo il consumo di energia elettrica nelle ore serali. L’idea nasce storicamente per ragioni di risparmio energetico, ma nel tempo è diventata anche una scelta legata a motivi economici e sociali.
Il passaggio all’ora legale avviene generalmente in primavera, quando si spostano le lancette un’ora avanti, e termina in autunno, con il ritorno all’ora solare. Questo cambiamento comporta giornate apparentemente più lunghe nelle ore serali, ma inizialmente può provocare un piccolo scompenso nel ritmo biologico delle persone.
Alcuni studi evidenziano che il corpo umano può impiegare alcuni giorni per adattarsi al nuovo orario. Uno degli aspetti più discussi dell’ora legale riguarda il risparmio energetico. In passato, quando l’illuminazione rappresentava una parte significativa dei consumi domestici, il beneficio era più evidente.

Oggi, con l’evoluzione delle tecnologie e l’uso diffuso di dispositivi elettronici, il vantaggio in termini di energia risparmiata è oggetto di dibattito. Tuttavia, molti sostengono che l’ora legale contribuisca comunque a una migliore gestione delle risorse. L’ora legale ha anche effetti sull’economia e sulla vita sociale. Le ore di luce in più favoriscono attività all’aperto, turismo, commercio e tempo libero, incidendo positivamente su diversi settori.
Per molte persone, disporre di più luce nel tardo pomeriggio significa poter svolgere sport, passeggiate o attività sociali dopo il lavoro o la scuola, migliorando la qualità della vita. Non mancano però le critiche. Alcuni ritengono che il cambiamento dell’orario possa influire negativamente sul sonno, sulla concentrazione e sulla produttività. L’ora legale 2026 è in arrivo prima del previsto: segnatevi la data, scopriamo nella seconda pagina quando scatta il cambio.