Massimo Lovati è assieme ad Angela Taccia uno dei legali che difende Andrea Sempio. L’uomo indagato per concorso in delitto ha scelto di non presentarsi dinanzi agli inquirenti negli scorsi giorni durante l’interrogatorio.
Una scelta difensiva come hanno spiegato i suoi legali che riferiscono come il loro assistito sia assolutamente tranquillo e collaborativo con gli inquirenti. Per Massimo Lovati neanche Andrea Sempio è coinvolto nel delitto di Chiara Poggi così come non lo sarebbe neanche Alberto Stasi.
“Io sono arrabbiato. Mi dà fastidio che diano per scontate cose che non lo sono. La notizia doveva essere data in un altro modo. Dovevano dire: i consulenti della procura hanno pensato che ci sono delle corrispondenze fra i reperti e le impronte di Sempio” – ha riferito Lovati ai colleghi de il Corriere della Sera.
“Non mi piace il modo con cui viene condotta l’indagine. Io ho 73 anni e mi devono portare rispetto, lo scriva: non ho gradito quando hanno formulato il capo d’imputazione, un atto ondivago che non permette una difesa efficace e specifica. Non ho gradito quando hanno convocato il cliente il 16 di aprile per rifare le impronte, senza avvertirmi” – afferma Lovati infastidito ai cronisti.
E poi torna a ribadire che a togliere la vita a Chiara sia stato un sicario, quindi una terza persona forse mandata da qualcuno. “Io voglio un decreto di archiviazione, non un processo. Farò di tutto per ottenerlo, l’ennesimo” – ha riferito ancora Lovati.
Vedremo che cosa accadrà nei prossimi giorni circa questo delicato caso gli avvocati sono pronti a difendere Sempio in ogni sede in quanto si crede appunto per certo della sua innocenza.