
Nel primo giorno dopo la scomparsa del fondatore della Lega Nord, Laura Boldrini ha scelto di non unirsi al tono conciliante. Ospite in tv, ha parlato senza filtri della figura politica di Bossi, lasciando lo studio (e il pubblico) in un evidente momento di gelo.
La scena si è consumata durante “L’aria che tira”, il programma condotto da David Parenzo su La7. Boldrini, ex presidente della Camera, ha impostato subito il suo discorso su un punto preciso: distinguere tra il cordoglio per la persona e il giudizio sulla sua eredità politica.
Boldrini ha esordito con una premessa, riconoscendo un solo elemento: “Comunque è un personaggio che io non posso apprezzare. Se non per una cosa: che è sempre stato antifascista. Dichiaratamente antifascista, cosa che i signori e le signore del governo oggi non hanno il coraggio di affermare.”
Subito dopo, l’affondo sul linguaggio e sulle campagne politiche: “Per il resto, Bossi ha sdoganato il peggior linguaggio: violento, sessista, razzista. Bossi è stata una persona che ha o*iato il Sud del nostro Paese, un anti-meridionalista. Ha creato o*io anche all’interno del nostro Paese.”

Sui social media la polemica è divampata in pochi secondi, dividendo l’opinione pubblica tra chi sostiene la coerenza del giudizio politico e chi, invece, ha trovato le parole della parlamentare del tutto fuori luogo. In studio, il tentativo di riportare la discussione su binari più moderati è fallito miseramente di fronte alla fermezza della Boldrini, decisa a non arretrare di un millimetro.
Le conseguenze di questo episodio promettono di trascinarsi a lungo nelle aule parlamentari e nel dibattito nazionale. I rappresentanti della Lega hanno già annunciato repliche durissime, parlando di un atto di sciacallaggio politico che non tiene conto del rispetto dovuto alla persona e alla famiglia del defunto.