Il caso del 13enne che ha ferito una professoressa a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, è uno degli episodi più gravi e recenti avvenuti in ambito scolastico in Italia. L’episodio è avvenuto il 25 marzo 2026 all’interno dell’istituto, dove il ragazzo ha colpito la docente di francese con diverse coltellate all’addome e al collo, riprendendo la scena con il cellulare e diffondendola sui social.
La professoressa, trasportata d’urgenza in ospedale e operata, è sopravvissuta ed è oggi in miglioramento. Dalle indagini è emerso un quadro inquietante: il ragazzo aveva pianificato tutto, pubblicando su Telegram una sorta di “manifesto” in cui annunciava l’intenzione di togliere al vita all’insegnante, accusandola di umiliarlo davanti alla classe.
In alcuni messaggi scriveva anche di voler sfruttare la sua età per evitare conseguenze penali, mostrando una consapevolezza disturbante del gesto. Il 13enne, descritto come isolato e con difficoltà relazionali, è stato poi trasferito in una comunità protetta mentre la Procura minorile prosegue gli accertamenti. L’episodio ha riacceso il dibattito su disagio giovanile, uso dei social e sicurezza nelle scuole.

Con il passare delle ore, stanno emergendo nuovi elementi che contribuiscono a delineare il contesto in cui è maturata la vicenda. Tra questi, le dichiarazioni di una coetanea del ragazzo, conosciuta online, che ha deciso di raccontare la propria esperienza.
Le sue parole offrono uno spaccato inedito su alcuni comportamenti e atteggiamenti del tredicenne, rivelando dinamiche relazionali complesse e segnali di fragilità che, col senno di poi, assumono un peso diverso. Elementi che ora diventano fondamentali per comprendere meglio la vicenda e che potrebbero aiutare a fare luce su ciò che è accaduto. “Mi aveva detto di…”: ecco le sue sconvolgenti dichiarazioni nella pagina successiva.