Ilaria Capua non ha certo bisogno di presentazioni e il calibro delle sue parole lo abbiamo misurato con i fatti che, concretamente, si sono verificati, proprio come lei diceva. Ospite di L’aria che tira su La7, ha detto la sua sulla patologia X, di cui si sta tanto parlando tanto negli ultimi tempi.
Come riportato dall’agenzia stampa Adnkronos, la virologa ha dichiarato che i virus influenzali sono stati collocati in prima posizione dalla comunità scientifica come in grado di provocare pandemie e che, con il termine patologia X si intende il fatto che noi dobbiamo essere pronti a fronteggiare un virus che si diffonde per via respiratoria, gastrointestinale o sessuale.
E’ doveroso non farsi cogliere impreparati su svariati fronti. Ilaria Capua, fatte queste premesse, si è lasciata andare, in piena diretta tv, ad una sua previsione che ha raggelato il pubblico in ascolto: “Le pandemie accadono, mi dispiace dirlo. Dal 1900 al 1999 abbiamo avuto 3 pandemie influenzali più un episodio epidemico legato ad una fuga di laboratorio in Russia, la cosiddetta ‘russa’ del 1977. I virus che sono nel serbatoio animale sono sempre lì che bussano alle porte dell’homo sapiens”.
L’esperta ha elencato quali sono, sulla base dei suoi studi, i fattori che facilitano il passaggio del virus dall’animale all’uomo, ossia “la deforestazione, l’invasione di spazi che dovrebbero rimanere segregati, i mercati di animali vivi”, per poi tuonare: “Questi virus bussano alla porta di una nuova specie. Una nuova pandemia, mi dispiace dirlo, arriverà”.
Una previsione funesta, quella effettuata dalla virologia, ma che, come lei stessa dice, si basa sulla biologia e su nulla di più. La Capua ha proseguito: :” Se nel secolo scorso ce ne sono state tre più una( il riferimento è alla pandemia)… In questo secolo c’è stata l’influenza suina, quella che sta provocando questi ricoveri: è un virus emerso dal suino nel 2009, lo chiamo il virus che ci ha imbrogliati“. Infine ha chiosato: “Quando è emerso dal suino, questo virus ha trovato recettività solo nei giovani perché le persone over 55 erano state a contatto con un virus parente ed avevano un’immunità residua. Questo virus non è riuscito ad attaccarsi alle persone più anziane e più fragili. Si sono ammalati i più giovani, la pandemia è stata considerata blanda perché i fragili erano in qualche modo protetti. Dal 2009-2010 in poi, quindi, si è disinvestito per la gestione di una pandemia: ecco perché quella pandemia ci ha fregati”. Certo, non fa fare i salti di gioia questa previsione ma è ancora presto per fasciarci la testa. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.