L’allarme di Bassetti è arrivato poco fa: ecco cosa sta accadendo

Il noto infettivologo Matteo Bassetti, poco fa, ha diramato un allarme che deve invitarci all'attenzione e alla riflessione. Ecco cosa ha dichiarato sul virus.

Pubblicato il 25 luglio 2022, alle ore 18:18

L’allarme di Bassetti è arrivato poco fa: ecco cosa sta accadendo

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Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del policlinico San Martino di Genova, che abbiamo visto sempre in prima linea in questi anni contrassegnati dalla pandemia da Covid, senza voler innescare allarmismi, invita, in queste ore, a non sottovalutare un grosso problema.

Il vaiolo delle scimmie, che conta 1700 casi in un solo giorno, ha toccato il record di diagnosi e lo stesso direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, rendendosi conto della gravità della situazione, ha dichiarato l’epidemia di vaiolo delle scimmie emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (Pheic). Ecco cosa sta accadendo.

Le parole di Matteo Bassetti

L’importanza di tenere sotto controllo il virus e la necessità di una strategia condivisa incontrano l’opinione di moltissimi esperti. Intanto, avvalendosi di Facebook, Bassetti ha dichiarato: “I dati epidemiologici dicono che i casi riguardano prioritariamente una popolazione abbastanza ristretta: maschi, tra i 20 e i 40 anni, che si sono contagiati preferenzialmente per via sessuale o per contatto diretto. E’ urgente raccomandare la vaccinazione e altri provvedimenti preventivi a queste persone”. 

Su Twitter, invece, il noto infettivologo, commentando un post dell’ex capo dell’americana Food and Drug Administration, Scott Gottlieb, ha condiviso a pieno il suo pensiero. Gottlieb è dell’ottica che se abbiamo permesso al vaiolo delle scimmie di diventare un virus endemico negli Stati Uniti, scenario sempre più possibile, sarà uno dei più sfortunati fallimenti di salute pubblica degli ultimi tempi. Bassetti, concordando con lui, ha scritto che negli Stati Uniti, come in Italia, l’igiene pubblica ha fallito sul vaiolo delle scimmie perché era troppo intenta a far sì che il Covid-19 non diventasse quello che nella realtà è diventato. Se il nome “vaiolo delle scimmie” può far pensare a qualcosa di distante da noi, che non ci tange più di tanto, in realtà la cosa non va presa sottogamba e occorre, secondo Bassetti, una campagna vaccinale indirizzata a giovani maschi, per non correre il rischio di trovarsi a settembre con decine di migliaia di casi diagnosticati e altrettanti sotto traccia.

In attesa di un vaccino specifico, si potrebbe estendere il vaccino per il vaiolo umano, dice l’infettivologo, indirizzato a giovani, prettamente maschi, che si contagiano attraverso rapporti omo/bisessuali e più raramente eterosessuali. La malattia in questione non è per niente semplice e lo dimostrano sia i decessi che le lesioni invalidanti che provoca, quindi occorre massima attenzione, senza mai sottovalutarla, anzi tenendo il virus sempre sotto controllo. 

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Caterina Lenti

Cosa ne pensa l'autore

Caterina Lenti - Concordo perfettamente con Bassetti perché il vaiolo delle scimmie sta avanzando e potremmo rischiare di trovarci di fronte all'ennesimo duro colpo per la salute, specie di alcune categorie. Se il vaccino del vaiolo umano può essere utilizzato, in attesa di uno più specifico, perché non farlo già da ora e scongiurare rischi ben più gravi in autunno?

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