Ieri, 26 maggio 2023, all’ospedale Sacco di Milano un uomo, dopo essere stato contagiato dal fungo Candida auris, è spirato. Matteo Bassetti, intervistato da AdnKronos, ha dichiarato che quanto accaduto dovrebbe innanzitutto mettere in guardia chi lavora in ospedale, invitando i colleghi a un «gran lavoro di controllo delle infezioni» , dato che il fungo è altamente pericoloso.
L’uomo morto a Milano era stato ricoverato per un ictus, dopo essere rientrato in Italia dalla Grecia. Dagli esami del Sacco sono emerse diverse positività, tra cui quella alla Candida auris, da cui sarebbe stato contagiato prima di ritornare in Italia, dove il fungo era stato identificato per la prima volta nel 2019.
Quell’anno venne identificato un focolaio nelle regioni del Nord ma ci trovavamo in piena pandemia. Tra importati e autoctoni, vennero identificati circa 300 casi, in particolare tra la Liguria e l’Emilia Romagna.
Negli anni della pandemia, i contagi di Candida auris sono aumentati negli ospedali degli Stati Uniti. Sulla base dei dati dei Cdc pubblicati sugli Annals of internal medicine, nel 2021 sono triplicati i casi resistenti al farmaco più usato per il trattamento delle infezioni da questo fungo, le achinocandide. Bassetti parla di alta pericolosità del fungo proprio in quanto altamente resistente ai farmaci. Peraltro, nella nostra Penisola ci sono stati diversi casi, anche mortali, colpendo chi è ricoverato in ospedale.
Queste parole di Bassetti: “Purtroppo è il frutto dell’utilizzo inappropriato degli antibiotici e nel caso specifico gli antifungini, che ha reso la candida più resistente. È quindi un microrganismo resistente ai farmaci, che ha un’elevatissima mortalità che può arrivare al 50%, quindi uno su due di chi è colpito può rischiare la vita». Senza voler creare allarmismi, l’infettivologo sollecita a non abbassare mai l’attenzione in quanto la Candida auris «attacca i più fragili, gli anziani o chi ha un catetere venoso, i tubi tracheali, che hanno un sistema immunitario che non funziona bene».