Elisa Suarez, zia della piccola Kataleya, scomparsa a Firenze, parlando coi giornalisti ha fatto delle dichiarazioni davvero forti, dicendo che « rispetto ai giorni scorsi abbiamo una speranza in più, non posso dire che cosa, ma noi abbiamo questa fede, questa fiducia». La donna ha aggiunto: «I carabinieri non ci hanno detto ancora nulla di come stanno avanzando , anzi vorremmo sapere di più ma stanno lavorando e vogliono avere la certezza prima di dirci qualcosa».
La Suarez è, dunque, speranzosa, pur non rivelando ai microfoni dei giornalisti a cosa sia legata questa speranza in più rispetto ai giorni precedenti. Quanto a Kathrina, la madre 25enne di Kata, che nelle scorse ore è finita in ospedale per aver ingerito della candeggina, la cognata ha dichiarato: «lei sta male ma ora è stabilizzata in ospedale. L’abbiamo sentita al telefono, dovrebbe restare ricoverata fino a domani alle 5, ma dipende da come si sente, da come i medici la vedono».
Come noto, Kathrina, che aveva già accusato un malore, ieri sera, mentre era in corso la manifestazione-fiaccolata della comunità peruviana e degli abitanti dello stabile, cui hanno partecipato diversi cittadini, per raccogliersi in preghiera per la piccola Kata, ha ingerito della candeggina.
Anche il compagno 26enne, padre di Kataleya, con lo stesso modus operandi, ore prima, ha tentato il gesto estremo in carcere, in cui è recluso per reati contro il patrimonio ma, fortunatamente, per i due genitori di Kata, tutto si è concluso con una lavanda gastrica.
L’avvocato Daica Rometta, dell’Associazione Penelope, che da anni si occupa di casi di scomparsa, offrendo supporto ai familiari di chi è nella terra del limbo, ha dichiarato : “La madre ha detto tutto quello che sa agli inquirenti”, aggiungendo: «È un silenzio operoso quello degli inquirenti perché stanno valutando ogni ipotesi e valutano ogni segnalazione, altro da dire non c’è. La madre ha chiarito tutto quanto, ha riportato la sua versione dei fatti rispetto a ogni circostanza e gli inquirenti stanno valutando tutto ciò che è in loro possesso ad oggi».
L’avvocato ha chiosato: “La madre è stata sentita e ha ripercorso quella giornata ed ha chiarito ogni aspetto. Io non ero presente, lei è la persona offesa quindi non necessita della mia presenza nel momento in cui è sentita”. Presto potrebbero esserci ulteriori aggiornamenti che saremo pronti a fornirvi.