La profezia di Silvio Berlusconi che fa preoccupare (2 / 2)

Il Cavaliere non ha speso buone parole sulla Repubblica popolare,  mettendo in guardia dalle mire di Pechino in Europa, ma non solo. Berlusconi riconosceva la minaccia cinese nella regione dell’Indo-Pacifico, che avrebbe inciso sugli  equilibri geopolitici internazionali.  L’ex premier, alla vigilia delle elezioni europee del 2019, disse apertamente: “La vera minaccia per le generazioni future è la Cina”, ma questa non è stata certo l’unica occasione in cui si è espresso.

L’ex premier e leader di Forza Italia si è espresso anche riguardo misteriosi avvistamenti e abbattimenti, sui cieli del Nord America, di palloni spia di Pechino. In un’intervista, Berlusconi dichiarò:  “Da tempo denuncio le manovre spregiudicate di un regime totalitario e comunista che si muove in sfregio ad ogni regola internazionale e che mira al globalismo cioè all’espansione economica, politica e militare in ogni parte del mondo”. 

Il Cavaliere aveva un sogno: l’unità di obiettivi a livello europeo, contrapposta al disegno egemone del “Dragone”… unità anche sul fronte prettamente militare,, con una difesa comune.  Berlusconi voleva quasi rimproverare le cancellerie europee che continuano a fare affari con uno Stato accusato di violare i diritti umani e le libertà personali di base.

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La posizione di Berlusconi sulla Cina, seppur in linea con quella statunitense,  non va però fraintesa, interpretandola come un incoraggiamento all’inizio di nuova Guerra fredda ma mirava a introdurre misure più dure, in Europa,  per una politica industriale coraggiosa e di respiro globale. Una competizione con la Cina, dunque, e non uno scontro frontale, quello voluto dall’ex premier.

Il Cavaliere però ha sempre invitato a non sottovalutare il ruolo della Cina, né a ignorare la sua ingerenza. “L’Europa  è il nostro orizzonte di riferimento, solo l’Europa può essere protagonista nelle grandi sfide globali, a cominciare da quella posta dall’imperialismo cinese“. Queste le parole in cui è racchiuso il pensiero di Silvio Berlusconi.