Il Cavaliere non ha speso buone parole sulla Repubblica popolare, mettendo in guardia dalle mire di Pechino in Europa, ma non solo. Berlusconi riconosceva la minaccia cinese nella regione dell’Indo-Pacifico, che avrebbe inciso sugli equilibri geopolitici internazionali. L’ex premier, alla vigilia delle elezioni europee del 2019, disse apertamente: “La vera minaccia per le generazioni future è la Cina”, ma questa non è stata certo l’unica occasione in cui si è espresso.
L’ex premier e leader di Forza Italia si è espresso anche riguardo misteriosi avvistamenti e abbattimenti, sui cieli del Nord America, di palloni spia di Pechino. In un’intervista, Berlusconi dichiarò: “Da tempo denuncio le manovre spregiudicate di un regime totalitario e comunista che si muove in sfregio ad ogni regola internazionale e che mira al globalismo cioè all’espansione economica, politica e militare in ogni parte del mondo”.
Il Cavaliere aveva un sogno: l’unità di obiettivi a livello europeo, contrapposta al disegno egemone del “Dragone”… unità anche sul fronte prettamente militare,, con una difesa comune. Berlusconi voleva quasi rimproverare le cancellerie europee che continuano a fare affari con uno Stato accusato di violare i diritti umani e le libertà personali di base.
La posizione di Berlusconi sulla Cina, seppur in linea con quella statunitense, non va però fraintesa, interpretandola come un incoraggiamento all’inizio di nuova Guerra fredda ma mirava a introdurre misure più dure, in Europa, per una politica industriale coraggiosa e di respiro globale. Una competizione con la Cina, dunque, e non uno scontro frontale, quello voluto dall’ex premier.
Il Cavaliere però ha sempre invitato a non sottovalutare il ruolo della Cina, né a ignorare la sua ingerenza. “L’Europa è il nostro orizzonte di riferimento, solo l’Europa può essere protagonista nelle grandi sfide globali, a cominciare da quella posta dall’imperialismo cinese“. Queste le parole in cui è racchiuso il pensiero di Silvio Berlusconi.