La mamma di Leonardo lo confessa in tv: "Cosa gli facevano alle parti intime" (2 / 2)

 Mamma Viktorja è una donna, una madre, rimasta orfana del suo Leonardo,  che si è tolto la vita, domenica 14 ottobre, con la pistola del padre, vigile urbano a Senigallia, a soli 15 anni.  Non ha più retto il peso degli insulti di tre suoi compagni di classe, che lo martoriavano tutte le mattine a scuola, strizzandogli i capezzoli in palestra, dandogli manate nelle parti intime. 

La mamma, straziata dall’immane lutto, ha trovato la forza di raccontare la storia del figlio ai microfoni di Mara Venier , mentre venivano riprodotte le immagini del suo piccolo Leonardo, bello come il sole, con gli occhi azzurro cielo che si sono spenti per sempre. La donna ha ripercorso la breve vita del figlio, sino a raccontare ciò che gli è stato fatto all istituto alberghiero Panzini di Senigallia.

Dopo le scuole medie, Leo si era iscritto all’istituto Corinaldesi, settore informatica e comunicazioni, per poi trasferirsi,  a settembre, al Panzini dove tra l’altro c’era anche il suo miglior amico. All’entusiasmo iniziale, è seguito l’incubo, come la mamma ha raccontato ai microfoni di Mara Venier. Queste le sue parole: “Dopo qualche settimana mio figlio inizia a dire che non aveva più voglia di andare a scuola, che forse era meglio iscriverlo in un istituto privato. Ma non spiega il perchè“.

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Domenica 6 ottobre,  Leonardo, passeggiando al mare con la mamma, finalmente si è lasciato andare, confessandole  cosa i suoi tre compagni di classe gli facevano. Attraverso le parole della mamma, noi abbiamo avuto modo di apprenderlo: “Ci sono due ragazzi e una ragazza che mi prendono sempre in giro perchè il mio cognome finisce con la A e fanno le voci da ragazzina. In palestra mi strizzano i capezzoli e mi danno manate nelle parti intime. E poi continuano anche in classe”.  Leo,  a causa di tutto questo, ha inizia toad indossare le cuffiette in classe ma, a detta della madre,  nessun professore  gli ha mai chiesto perchè, nessuno gli ha mai messo una nota,  segnalando questo comportamento, anzi, se lo avessero fatto, la madre avrebbe capito cosa stava succedendo. L

Lunedì 7 ottobre, Viktorja  e suo figlio hanno parlato al padre della vicenda, ed entrambi avrebbero voluto denunciare subito,   pma Leo  ha insistito  affinchè non lo facessero, parlando personalmente col coordinatore di classe,  e tornando a casa felice di aver affrontato da solo la questione. Purtroppo, venerdì 11 ottobre,  Leo  è rientrato da  scuola affranto,  senza motivare il suo stato d’animo. Domenica 13 ottobre,  Leo , ha cenato a casa della nonna, che abita al piano di sopra, assieme al papà vigile urbano,  appena rientrato dal lavoro. Verso le 20.40 si è alzato da tavola , prendendo di nascosto le chiavi del papà dove c’era anche quella della cassaforte in cui era custodita l’arma di ordinanza. Il padre si è accorto della cassaforte aperta, lanciando subito l’allarme ma era già troppo tardi perché il 14 ottobre, il corpo  del povero Leo è stato ritrovato in un casolare disabitato, a Montignano . La legge antibullismo potrebbe diventare realtà.  La mamma di Leo ha chiosato: “A tutti i genitori dico di denunciare subito gli atti perchè non succeda quello che è accaduto al mio Leo. E io non mi fermerò fino a quando non ci sarà giustizia per quello che è accaduto”.