Mentre l’Italia intera sta seguendo il caso del femminicidio di Giulia Cecchettin, dal momento che Filippo Turetta, colpevole di averle tolto la vita, è appena arrivato nel nostro Paese per essere tradotto in un penitenziario veronese in attesa dell’interrogatorio di garanzia, la cronaca ci ha restituito l’ennesimo caso che mai avremmo voluto sentire.
Un 18enne ha ricattato la sua ex ragazza, minorenne, dicendole: “Ti faccio fare la fine di quella là”. Il riferimento è proprio alla fine che Turetta ha fatto fare a Giulia, togliendole la vita per poi disfarsi del suo corpo, ritrovato in un canalone, nei pressi del lago di Barcis. Capiamo bene quanto il caso della povera Giulia, l’ultimo in ordine di tempo, che ha lasciato gli italiani senza parole, sia stato preso come riferimento ed emulazione da chi, senza un briciolo di cuore, ha pensato di far fare alla sua ex la stessa sorte della studentessa veneziana.
Per il 18enne ieri sono scattate le manette. Il giovane ricattatore è stato arrestato dai carabinieri della Sezione Operativa del Nor della compagnia dei carabinieri di Aosta. L’ennesimo caso sconvolgente, che avrebbe forse potuto avere un epilogo tremendo come quello della studentessa 22enne veneziana, è arrivato, purtroppo, a ridosso della giornata di oggi, che simbolicamente è contro la violenza sulle donne.
Cresce l’attenzione sulla piaga dei maltrattamenti sulle donne, moltissimi dei quali consumati da chi non si rassegna alla fine di una relazione. Basta davvero poco a che dall’accesa discussione verbale, si passi alle mani, sino alla commissione del reato peggiore per eccellenza, ossia al femminicidio.
Il confine è labile, precario. Stando a quanto riportato a mezzo stampa, era stata la minorenne, dopo vessazioni, minacce e violenze, a prendere la decisione di lasciare il ragazzo che ieri è stato arrestato. I familiari della ragazza hanno informato i carabinieri della città della situazione, intuendole la gravità. Il 18enne che, all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto la maggiore età, ha pedinato la ex davanti la scuola, ha effettuato appostamenti alla fermata dell’autobus, sino all’ultimo messaggio minatorio prima di finire in cella. Quel “Ti faccio fare la fine di quella là”, proferito alla ex fidanzata. E’ stato quello il campanello d’allarme che ha fatto partire la denuncia, le indagini e la misura cautelare della custodia in penitenziario. Ora è recluso presso la casa circondariale di Brissogne.