La farina di grillo sbarca in Italia ed è subito polemica degli italiani (2 / 2)

La farina di grillo è entrata ufficialmente nell’alimentazione degli italiani, grazie sa   un’azienda marchigiana situata a Macerata, la Nutrinsect, con sede a Montecassiano, che è   l’unico produttore autorizzato ad entrare nel mercato della farina di grillo a scopo alimentare.

Josè Francesco Cianni, CEO di Nutrinsect, parla dell’ingresso della farina di grillo nella nostra alimentazione come un nuovo capitolo nella storia alimentare italiana, frutto di un decennio di lavoro e sperimentazione. La farina di grillo, nota anche come “Polvere di acheta domesticus”, verrà prodotta, dall’inizio alla fine, dalla Nutrinsect, trasformando gli insetti in una  risorsa alimentare innovativa, all’insegna della sostenibilità alimentare e a nuove opportunità per il mercato italiano.

Se l’azienda ha tutti i buoni propositi e punta a rendere il prodotto consumatissimo, attorno alla farina di grillo  si è accesa una polemica che non si placa. Dai sondaggi risalenti allo scorso anno, è solo il 10% della popolazione ad aver voglia di assaggiare prodotti derivanti dalla farina di grillo. Peraltro, alcune amministrazioni comunicali, già ad oggi, hanno posto il divieto di inserire la farina di grillo nelle mense scolastiche.

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Ma per quale motivo la farina di grillo è stata accolta così tristemente dagli italiani? Perché non è familiare, trattandosi di un alimento innovativo, e occorre superare le barriere legate alla sua accettabilità culturale. Eppure la Nutrisect ribadisce quanto preziose siano le caratteristiche nutrizionali della stessa, con un grande apporto di proteine e un basso impatto sull’ambiente. Se gli insetti sono posti come alternativa alla carenza di risorse alimentari, la mentalità tradizionale e il timore dell’ignoto possono essere un intralcio all’introduzione di nuovi alimenti. Occorrerebbero dei programmi di sensibilizzazione pubblica,  per rimuovere i pregiudizi circa l’utilizzo di questo alimento. Attualmente la polemica circa l’impiego della farina di grillo è esteso anche a questioni etiche e ambientali.

Se l’utilizzo della farina di grillo riduce l’impatto ambientale, è altrettanto doveroso che l’allevamento degli insetti avvenga in condizioni etiche e rispettose del benessere animale. La Nutrinsect si propone diversi obiettivi a medio- lungo termine: provare a cambiare la mentalità dei consumatori, ma anche aprirsi alla collaborazione con chef, aziende alimentari e ristoratori in modo da far si che la farina di grillo diventi ingrediente dei loro piatti, serviti in modo creativo. E voi, cosa ne pensate?