Khelif è un uomo? Un giornalista questa volta porta le prove (2 / 2)

In questi mesi non si sono affatto spente le polemiche intorno alla figura di Imane Khelif, vincitrice della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024. La pugile marocchina ha fatto parlare di sé anche a causa delle querele rivolte a figure pubbliche come Elon Musk e J.K. Rowling per commenti critici su di lei, specialmente su X.

Recentemente, un documento trapelato e non verificato, redatto dall’ospedale Kremlin-Bicêtre di Parigi e dall’ospedale Mohamed Lamine Debaghine di Algeri, sembra confermare questa diagnosi. La relazione medica, che secondo il giornalista francese Djaffar Air Aoudia contiene dettagli clinici sul quadro di Khelif, parla di caratteristiche fisiche compatibili con il deficit della 5-alpha reduttasi, come l’assenza di utero e testicoli nell’addome.

Secondo la presunta relazione del professor Jacques Young, Khelif avrebbe manifestato segni di virilizzazione durante la pubertà, tra cui un micropene e la presenza di gonadi interne. Tra le ipotesi sul suo stato vi è quella di un disordine dello sviluppo sessuale (DSD) chiamato deficit della 5-alpha reduttasi, che impedisce agli individui di convertire il testosterone in didrotestosterone, necessario per lo sviluppo completo dei genitali maschili.

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La descrizione della condizione di Khelif appare compatibile con le sue performance sportive, con molte implicazioni su come venga interpretato il genere negli ambienti sportivi. In paesi come l’Algeria, la diagnosi e il riconoscimento di queste condizioni non sono comuni, e molti individui con DSD vengono cresciuti come uomini o donne senza interventi medici specifici.

Questo contesto sociale e medico può aver influito sull’educazione e la percezione di genere di Khelif. Questa vicenda solleva questioni importanti sul genere e l’inclusione nello sport, richiamando l’attenzione sull’importanza di trattare con sensibilità e rispetto la realtà delle persone con disordini dello sviluppo sessuale.