Gli inquirenti non stanno tralasciando nessuna pista anche se le attenzioni delle Forze dell’Ordine si starebbero concentrando, proprio in queste ore, su un occupante dello stabile, dove un tempo sorgeva l’hotel Astor. I sospetti sarebbero alimentati dalle dichiarazioni rese proprio dal padre di Kata, Miguel Angel Montero Chicllo, scarcerato nella serata di martedì per restare accanto alla famiglia. Su Il Messaggero ci sono tutti i dettagli riguardo tale occupante.
In esso è scritto che “la figura di un uomo, con indosso un giubbino smanicato scuro, si nota nel video girato da una telecamera di via Boccherini, posizionata non lontano da un ingresso secondario, che riprende per l’ultima volta la bambina. La persona vestita di scuro esce dallo stabile e si sofferma per qualche secondo, armeggiando con il telefonino in mano, sul marciapiede mentre alle sue spalle si vede Kata lasciare un gruppetto di altri bambini più grandi che si dirigono verso il campo di calcio della chiesa a giocare, per rientrare nel cortile. Poi di lei, non si avranno più tracce”.
Miguel Angel Romero Chicclo, dopo aver guardato attentamente le immagini, riguardo a quell’uomo ha dichiarato: “Lo conosco, anche lui abita nel palazzo occupato. Potrebbe essere coinvolto o sapere qualcosa. In passato io ho nascosto tante cose, ma questa volta sarò sincero perché Kata è l’unica cosa a cui tengo”. Dopo il video e la risposta di Miguel, gli inquirenti stanno vagliando la pista del sequestro pianificato e potrebbe esserci un altro sopralluogo nello stabile.
Sempre da Il Messaggero, apprendiamo che la pista privilegiata dagli investigatori, coordinati dalla Dda di Firenze che indaga per sequestro di persona a scopo di estorsione, continua ad essere quella della rivalità tra la famiglia di Kata e un altro clan di connazionali sui prezzi da pagare per l’affitto delle stanze. Tutto questo però, porta ad una domanda inevitabile, cui occorrerà dare una risposta. Supponendo che Kata sia stata rapita, in che modo è stata sequestrata dall’hotel in cui viveva, senza che nesssuno se ne accorgesse?
Ed ecco che, in questo scenario, si fa largo un’ipotesi: quella che Kataleya possa essere stata nascosta in un borsone o in un trolley, collocato provvisoriamente in uno dei garage o degli scantinati attigui, per poi essere prelevato in un secondo momento. Le telecamere di zona, in queste ore, vengono passate al setaccio, focalizzandosi sulle auto e sugli altri veicoli di passaggio nella zona, proprio nelle ore della scomparsa della bimba di 5 anni di origini peruviane. Una residente di via Boccherini ha dichiarato: “Almeno una volta alla settimana qui davanti all’occupazione arriva un furgone che carica le valigie e altro da portare oltreconfine, a farlo però sono soprattutto gli occupanti romeni e albanesi”. Saremo pronti a fornirvi i dovuti aggiornamenti.