Verso le 9 di stamattina, lunedì 19 giugno, sono iniziate le nuove ispezioni nell’ex hotel Astor, lo stabile occupato abusivamente da settembre 2022, da 70 adulti e circa 50 bambini che è stato sgomberato per consentire alle autorità di poter effettuare i dovuti controlli a caccia di qualsiasi elemento utile alle indagini, volto a poter ritrovare la piccola Kata.
Nel corso della maxi ispezione, effettuata ieri, domenica 18 giugno, i carabinieri hanno individuato un passaggio nascosto nella struttura, con accesso dal giardino dell’ex hotel Astor ma, purtroppo, non è stata rinvenuta nessuna traccia riconducibile ad un eventuale passaggio di Kataleya. Lo stabile è stato setacciato in ogni sua stanza, in ogni anfratto, anche in quello più nascosto e i controlli non si sono limitati solo all’interno del palazzo.
Difatti, proprio in uno dei cassonetti dei rifiuti situati all’esterno dello stabile, è stato ritrovato a un cellulare che, probabilmente, verrà analizzato nelle prossime ore. Sono state impiegati sonde in fibra ottica e droni per ispezionare il piano superiore del palazzo e uno dei terrazzi al quale non si ha accesso con la scala, dove sarebbero state usate anche speciali torce per la ricerca di eventuali tracce. Le ispezioni hanno riguardato anche i tombini e il vano delle fondamenta del palazzo.
Il lavoro degli inquirenti prosegue a rimo serrato, vagliando anche le immagini riprese dalla telecamera di un privato. Nelle prime ore di oggi, secondo giorno di ispezioni, è scattato un presunto allarme bomba davanti alla casa del procuratore Luca Tescaroli, che coordina l’inchiesta per sequestro di persona a scopo di estorsione, assieme al pm della Dda Christine von Borries.
Da fonti investigative è arrivata, a mezzo stampa, la smentita di un eventuale atto intimidatorio. Nella nuova ispezione, sono impegnati molti uomini e mezzi ad alta tecnologia (videocamere, sonde e droni) e vi stanno prendendo parte i carabinieri dei reparti speciali di Ros, Gis e Sis, impegnati a setacciare il primo piano dell’ex albergo. I controlli dettagliati hanno portato anche l’impiego di due autospurghi per lo svuotamento dei pozzi neri. Katherine Alvarez Vasquez e Miguel Angel Romero Chicclo, genitori della piccola «che stanno attivamente collaborando» alle ricerche, ieri hanno rinnovato il loro appello: “Chi sa qualcosa parli. Anche il più piccolo indizio potrebbe essere utile alle indagini e nulla sarà trascurato. La priorità assoluta in questo momento è riportare a casa Kata”.