La terra è tornata a tremare in questi giorni in maniera intensa ai Campi Flegrei, vicino Napoli. Da giorni la zona è interessata da uno sciame sismico che non sembra fermarsi e che sta preoccupando la popolazione.
La zona come è noto deve fare i conti da sempre con il bradisismo, ovvero il sollevamento e l’abbassamento del suolo a seconda dei movimenti del magma sottostante. I Campi Flegrei sono un supervulcano che può svegliarsi da un momento all’altro, a tutt’oggi attivo come il Vesuvio.
Il Vesuvio infatti non è un vulcano dormiente come si potrebbe credere, soltanto che nel corso degli anni non ha per ora mai eruttato. Nella notta tra 13 e 14 aprile una serie di scosse ai Campi Flegrei è stata registrata dai sismografi dell’INGV.
Il sisma più forte, di magnitudo 1.5 e profondità 2,5 chilometri, con epicentro nel parco archeologico sommerso di Baia, è stato accompagnato da un forte boato, distintamente avvertito dalla popolazione sia nell’area flegrea che nei quartieri della periferia occidentale di Napoli, come Bagnoli e Agnano.
Le scosse non hanno provocato danni a cose e persone ma la gente si è molto spaventata. Sono state ben quattro le scosse superiori alla magnitudo 1 che si sono verificate nell’area in questione.
“L’Osservatorio Vesuviano ha comunicato a questa amministrazione l’accadimento di un evento sismico di magnitudo 1,5 ± 0,3 localizzato nel Golfo di Pozzuoli. Il sisma si è prodotto alle 23:41 ora locale (UTC 21:41), alla profondità di 2,60 km. L’evento potrebbe essere stato accompagnato da un boato avvertito dagli abitanti delle aree costiere” – questo il comunicato del comune di Pozzuoli.
Maggiori informazioni sull’evoluzione della fase di sollevamento e sui fenomeni che l’accompagnano, possono essere trovate sul sito dell’Osservatorio Vesuviano – INGV il quale monitora in maniera costante la situazione sia giornalmente che settimanalmente e 24 ore su 24.