Non tutti hanno la fortuna di avere una casa di proprietà per cui c’è chi preferisce star in affitto e chi accendersi un mutuo per l’acquisto di un’abitazione. Capiamo bene che si tratta di una scelta forte, non facile, specie di questi tempi, caratterizzati da un’economia al collasso e, purtroppo, proprio sulla questione mutui è in arrivo una brutta notizia per gli italiani.
Sulla base di quanto riportato da fanpage.it, la serie Banche e moneta di Bankitalia, pubblicata stamane, ha fatto registrare un altro aumento, l’ennesimo, dei tassi dei mutui ad ottobre, dove si è passati dal 4,65% del mese precedente a quello del 4,72% attuale. Il dato è relativo ai tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie.
Il malcontento delle famiglie italiane è notevole, specie perché il governo Meloni non sta intervenendo sulla questione, introducendo misure economiche in grado di fronteggiare questo stato d’emergenza, anche perché nella Manovra targata Meloni non ci sono news importanti sui mutui.
Il livello di tassi è aumentato esponenzialmente, come non accadeva da ormai moltissimi anni. In una nota molto dettagliata, l’Unione nazionale consumatori, con la firma del presidente Massimiliano Dona, ha parlato di dati raggelanti, in quanto, andando a ritroso di parecchio nel tempo, sino al 2009, quando si era in piena crisi, è stato rilevato un Taeg maggiore, pari a 4,91.
Dona, come riportato da fanpage.it, ha proseguito dicendo: “Ci auguriamo che la Bce non debba fare ulteriori aumenti dei tassi di riferimento e che, anzi, ci siano le condizioni, come alcuni analisti prevedono, per un taglio dei tassi nel 2024” per poi aggiungere: “Rispetto a ottobre 2022, quando il Taeg era pari a 3,23, il rialzo è di 1,49 punti percentuali, mentre nel confronto con ottobre 2021, quando era 1,79, ora c’è una voragine di 2,93 punti, con un salto di 2,6 volte (+163,7%)”. Chi ha acceso un mutuo a tasso variabile sarà costretto a pagare una rata decisamente più alta, da 671 a 784 euro, con un rincaro pari a 113 euro al mese, che in un anno sono 1356 euro.