Pura casualità, tremendo scherzo del destino? Non si sa, eppure quel che è certo è che il decesso di Segre, giunto come un fulmine a ciel sereno, è avvenuto in un giorno che di casuale sembra avere davvero poco per chi conosce la sua storia e la nostra storia.
Oggi è un giorno nero sul calendario, scolpito nelle coscienze collettive ma, in primis, in tutti coloro che sono testimoni, direttamente o indirettamente, di una delle pagine più tremende di tutti i tempi. E’ il 27 gennaio, giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto, ragion per cui la notizia del suo decesso, fa troppo rumore ma, nello stesso tempo, lascia raggelati, pietrificati, senza parole.
Non appena ha iniziato a diffondersi, non si è potuto fare a meno di vedere come Segre abbia lasciato la dimensione terrena in una data così emblematica per chi la storia la conosce a fondo e sa cosa è stato commesso. Non si può dimenticare tutto quello che è segnato nei volti, nelle pagine più buie dei libri di storia, di giurisprudenza, nei filmati in bianco nero trasmessi sulle principali emittenti televisive. Si sono dimenticati i nomi, si è diventati un numero impresso a fuoco, sino a quando il corpo è diventato uno scheletro.
In tantissimi, un’infinità, i messaggi di cordoglio che stanno giungendo dalle principali istituzioni, tra lo sconcerto generale, i ricordi, l’ammirazione nutrita nei confronti di Segre. Un enorme vuoto quello della sua improvvisa scomparsa, uno di quelli che è incolmabile.
Segre ci ha lasciati, non ci sono parole se non preghiere, lacrime che rigano copiosamente i volti, messaggi struggenti di addio. Vediamo cosa è accaduto, in dettaglio, nella seconda pagina del nostro articolo, sulla base di tutto ciò che ci è giunto a mezzo stampa.