Italia, forte boato e soccorritori sul posto: si cerca tra le macerie (2 / 2)

Se ne è parlato in lungo e in largo, del maxi incendio nel capannone dell’Arcadia a Truccazzano, dove erano stoccate grandi quantità di materiale plastico. Parliamo di un rogo che i vigili del fuoco sono riusciti a spegnere dopo tre giorni di duro e incessante lavoro. Come è facilmente fruibile, delle altissime colonne di fumo nero hanno preso il sopravvento nei cieli e dal 28febbraio ad oggi, le autorità preposte hanno fatto passi da gigante.

L’Arpa, ossia l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha ritenuto che non ci sia stata nessuna alterazione significativa dell’aria a causa dell’incendio che ha distrutto il capannone industriale di Trucazzano, nel Milanese.  Questo è emerso dalle analisi da essa condotte sin nell’immediatezza del rogo.

Riguardo alla presenza di diossine e di furani “è stata osservata una concentrazione inferiore al limite di quantificazione analitico e, di conseguenza, minore del valore guida stabilito dall’Oms”. Per fortuna, dopo tre giorni, i pompieri sono riusciti a fermare le fiamme e l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ha comunicato che l’emissione di inquinanti in atmosfera, riconducibili alla combustione dei materiali coinvolti, è cessata.

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All’interno del capannone che è stato raso al suolo dal rogo, si trovava del materiale plastico, ragion per cui la preoccupazione è stata fortissima, sin dalle prima battute, con un occhio attento alla protezione e tutela dell’ambiente. Nel frattempo, si è provveduto a completare l’aspirazione delle acque di spegnimento che, una volta caratterizzate, verranno smaltite come rifiuto in un idoneo impianto autorizzato, onde evitare la dispersione delle stesse nell’ambiente.

Assodato che non ci sono persone coinvolte nel rogo, il comune, tramite espressa comunicazione rivolta ai suoi cittadini, ha disposto che possano riaprire l e aprire le finestre, fare attività all’aperto, consumare prodotti dell’orto.