Questa mattina, mercoledì 6 novembre, due scosse di terremoto di lieve entità hanno interessato la zona dello Stretto di Messina e l’area al largo di Palmi, senza provocare danni o feriti. La prima scossa, di magnitudo 2.5, è stata registrata alle ore 09:06 al largo della costa sud-occidentale calabra, a una profondità di 38 km.
L’epicentro ha coinvolto le province di Catanzaro, Vibo Valentia, Costa Viola e Reggio Calabria, tutte zone ad alta sorveglianza sismica. Pochi minuti dopo, alle 09:08, una seconda scossa di magnitudo 2.2 ha colpito l’area dello Stretto di Messina, a una profondità di 16 km. Le aree principalmente interessate sono state le province di Reggio Calabria e Messina, due territori storicamente esposti a eventi sismici di varia entità.
Entrambe le scosse sono state rilevate dalla Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che ha monitorato in tempo reale la situazione, prontamente informando la popolazione. Secondo l’INGV, queste scosse rientrano nella normale attività sismica dell’area, una delle più attive del Mediterraneo, dove la pressione tettonica tra la placca africana e quella eurasiatica provoca frequenti movimenti tellurici.
Le scosse di lieve intensità come quelle di oggi sono comuni nella zona e, generalmente, non comportano pericoli significativi. Tuttavia, le autorità raccomandano alla popolazione di mantenere alta la prudenza e seguire eventuali indicazioni di sicurezza.
Questi eventi sismici di lieve entità evidenziano l’importanza di mantenere alti i livelli di preparazione e consapevolezza in territori a rischio come lo Stretto di Messina e le aree limitrofe. Le scosse registrate oggi servono come promemoria delle dinamiche geologiche che caratterizzano l’area e dell’importanza dei piani di emergenza e di una continua formazione della popolazione su come reagire in caso di terremoto.